5 dicembre 2019
Aggiornato 20:00
Immigrazione

Migranti, l'ammissione di Emma Bonino: Gli sbarchi in Italia? Li abbiamo chiesti noi con Renzi premier

Emma Bonino, esponente del Partito Radicale e già ministro degli Esteri sotto il governo Letta, osserva come il fatto che gli sbarchi avvengano tutti in Italia lo abbiamo chiesto ed accettato noi introducendo la missione Triton

A sinistra l'ex ministro degli Esteri Emma Bonino; a destra uno sbarco
A sinistra l'ex ministro degli Esteri Emma Bonino; a destra uno sbarco ANSA

ROMA«Siamo stati noi a chiedere che gli sbarchi avvenissero tutti in Italia, anche violando Dublino». A parlare è Emma Bonino, esponente del Partito radicale ed ex ministro degli Esteri sotto il governo di Enrico Letta. Una dichiarazione choc, destinata ad alimentare le polemiche sulla già dibattutissima questione migratoria. Perché, secondo Bonino, l'Italia è, in fondo, causa del suo stesso male. «Nel 2014-2016», periodo durante il quale l'esecutivo era guidato da Matteo Renzi, «che il coordinatore fosse a Roma, alla Guardia Costiera e che gli sbarchi avvenissero tutti quanti in Italia, lo abbiamo chiesto noi, l’accordo l’abbiamo fatto noi, violando di fatto Dublino», ha dichiarato l'ex titolare della Farnesina, intervistata dalla direttrice del Giornale di Brescia Nunzia Vallini durante la 69esima assemblea di Confartigianato Brescia.

Triton
Bonino parla in particolare della missione Triton, partita nel 2014 dopo la fine di quella italiana Mare Nostrum, che prevede che le navi dei Paesi europei che pattugliano il Mediterraneo portino i migranti eventualmente soccorsi in Italia. Anche se il primo obiettivo di Triton non tanto il salvataggio dei migranti in mare, ma piuttosto il controllo delle frontiere. 

Disfare l'accordo? Complicato
«All’inizio», ha proseguito Bonino, «non ci siamo resi conto che era un problema strutturale e non di una sola estate. E ci siamo fatti male da soli. Un po’ ci siamo legati i piedi e un po’ francamente abbiamo sottovalutato la situazione». Come poter tornare indietro? Secondo Bonino «disfare questo accordo adesso è piuttosto complicato». Anche se, sottolinea, «io non apprezzo per niente né l’atteggiamento spagnolo, né francese, né quello degli altri».

Patto con la Libia? Infattibile
Quanto all'accordo con la Libia, Bonino lo ritiene irrealizzabile, «ammesso che sia accettabile, semplicemente perché ha due governi, due parlamenti, 140 tribù». E aggiunge: «Una delle cose di cui sono più orgogliosa è Mare Nostrum». «Sono convinta che sui cadaveri non si costruisce niente. Poi non l’abbiamo voluta più perché troppo cara. Poi è intervenuta l’Ue prima con Triton e poi con l’operazione Sophia».

Nessun segreto di Stato
Dichiarazioni che hanno fatto scalpore, tanto che l'ex Ministro ha approfondito alcuni punti del suo discorso«Quando ci si occupa di un tema è bene non farlo in modo approssimativo, perché i piani operativi che riguardano sia Triton che Sophia prevedono esattamente che il coordinamento di tutti gli sbarchi è deciso dal centro di Roma e che devono avvenire in Italia. Questo non è un segreto di Stato, salvo che quando ci si occupa di un tema in modo approssimativo non si guardano i documenti, ma questo è esattamente quello che è successo», ha spiegato a Radio Radicale.

La richiesta di Minniti
E' per questo, secondo Bonino, che il ministro Minniti ha chiesto di rivedere i piani operativi, in particolare quello che riguarda Sophia, che stabilisce che il coordinamento di tutti gli sbarchi è fatto dal centro di Roma e che gli sbarchi debbono avvenire in Italia, facendosi responsabile anche della zona di search and rescue non solo quella di competenza dell’Italia, ma anche quella decisa e stabilita da Malta. «Francamente - osserva - non c’è alcun accordo indicibile».