24 giugno 2019
Aggiornato 17:00
Centrodestra

Meloni contro Berlusconi e Salvini: «Basta col gioco machista»

La presidente di Fratelli d'Italia, stanca delle tensioni tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini per la leadership del centrodestra, ha richiamato all'ordine i suoi alleati

Giorgia Meloni ha lanciato un appello a Silvio Berlusconi e a Matteo Salvini.
Giorgia Meloni ha lanciato un appello a Silvio Berlusconi e a Matteo Salvini. ( ANSA )

ROMA - Il centrodestra unito vince. Ma rischia di implodere dall'interno a causa delle tensioni tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. Entrambi i leader politici rivendicano il ruolo di prima donna nell'alleanza tra Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d'Italia. Ma la leadership spetterà a uno solo di loro. E se non riescono a scrivere insieme la parola fine alla guerra intestina che potrebbe compromettere la vittoria del centrodestra alla prossima tornata elettorale, anche il successo delle elezioni amministrative sarà stato inutile. Lo sa bene Giorgia Meloni, che durante un'intervista a La Stampa alza per la prima volta la voce contro i suoi due alleati richiamandoli all'ordine e alla disciplina. 

L'appello di Meloni a Berlusconi e Salvini
«Vogliamo finirla con le polemiche, lo vogliamo capire il messaggio che gli italiani ci hanno mandato con le amministrative?», si chiede la presidente di Fratelli d'Italia durante l'intervista rilasciata al quotidiano torinese. «Hanno voluto punire Renzi e non credono ai 5 Stelle. E ci hanno detto di avere bisogno di qualcuno di affidabile e libero che li governi, che blocchi l'invasione dei migranti, aiuti le famiglie e sostenga la maternità», prosegue la Meloni. «E noi, che dovremmo rispondere "presenti", che facciamo?».Il monito è chiaramente rivolto a Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. Ma la ramanzina non finisce qui.

Basta con il gioco machista
«Si continua con il gioco machista: 'alle amministrative ho vinto', 'il leader lo faccio', 'il capo sono io'. Basta, per favore. È un dibattito infantile - sottolinea ancora la Meloni -. Nessuno si ricorda più del significato del voto di una settimana fa. Anche noi di Fratelli d'Italia potremmo dire di essere cresciuti nei consensi e che in certi Comuni abbiamo più voti di Forza Italia e della Lega, ma non serve rivendicarlo se poi non c'è un gioco di squadra per vincere a livello nazionale». Sembra già alle spalle, infatti, il successo delle amministrative, che il centrodestra unito ha ottenuto grazie a «candidati innovativi, credibili, anche in città dove vincere era inimmaginabile».

La proposta della presidente di FdI
«E allora, signori miei, ci vogliamo dare una calmata? Altrimenti ognuno va per i fatti suoi e che Dio ce la mandi buona. Non faccio più appelli accorati ai leader. Alla fine, quando finiranno la loro gara, tireremo una linea» prosegue la presidente di FdI. Poi Meloni sottolinea che se rimane l'Italicum e il premio di maggioranza al 40% lavorerà a un listone del centrodestra «perché voglio vincere».A tal proposito annuncia di avere anche la soluzione per la faida interna al centrodestra: «Ecco, con il listone chi ha più preferenze fa il premier e mi candido a farlo. Se andiamo in ordine sparso invece non saremo competitivi. Pagheremmo il prezzo del voto utile a tutto vantaggio degli altri». E conclude: «Brunetta parla di grossa coalizione con il Pd con tutto il centrodestra dentro? Gli dica di aspettarmi all'ingresso del Quirinale per il giuramento. Non si muova che arrivo».