20 novembre 2019
Aggiornato 23:30
64enne muore a Eboli

Muore d’infarto mentre gli abbattono la casa abusiva

Un uomo di 64 anni muore a Eboli mentre gli abbattono la casa abusiva. Secondo il legale è stata la burocrazia a causare il dolore immenso che gli è costata la vita. L’abusivismo in Italia

Salvatore Garofalo, morto mentre gli abbattevano la casa
Salvatore Garofalo, morto mentre gli abbattevano la casa ANSA

EBOLI – Il cuore di un uomo di 64 anni non ha retto di fronte all’abbattimento della sua casa. Accade a Eboli, in provincia di Salerno, dove il signor Salvatore Garofalo viveva insieme ad altre famiglie in un quartiere di case abusive, Campolongo, che è cresciuto negli anni. Il Garofalo, già segnato dal dolore inflittogli da quella che il suo legale ha definito «una burocrazia ottusa e formale», che dopo anni di sacrifici, «gli ha provocato un dolore immenso», non appena erano iniziate le operazioni di recinzione del cantiere, ha accusato un malore. Si trattava di un infarto che l’ha stroncato. Salvatore Garofalo era pensionato e viveva con un sussidio concessogli dopo il trapianto di un rene. «E’ un grande dolore per tutti noi. Abbiamo ereditato una situazione di abusivismo drammatico», ha dichiarato dopo il fatto il sindaco Massimo Cariello.

Inutili i tentativi
Come riportato dai media locali, sia i familiari che i soccorsi hanno cercato di rianimare il pensionato, dopo l’attacco di cuore. Ma tutti i tentativi si sono rivelati vani, e Salvatore Garofalo è morto. L’uomo era originario di Poggiomarino, in provincia di Napoli, ma si era trasferito a Eboli negli anni Ottanta, dove poi si era costruito la casa. Padre di tre figli e nonno di altri tre nipoti, il Garofalo conduceva una vita tranquilla, ‘da pensionato’, pur con un problema ai reni. Lascia la moglie Maria Izzo. «Non appena il mio cliente ha saputo dell’imminente demolizione, ha avuto un infarto fulminante che non gli ha dato scampo – racconta l’avvocato Damiano Cardiello – Vedere anni di sacrifici distrutti da una burocrazia ottusa e formale gli ha provocato un dolore immenso».

Umiliato
L’avvocato Cardiello riferisce di quella che sarebbe stata una umiliazione da parte dello Stato inflitta al Garofalo. La casa era sì abusiva ma, secondo il legale, ci sarebbero stati almeno tre motivi per rinviarne la demolizione. Anzitutto «era la prima e unica casa di proprietà di Salvatore Garofalo», e poi, sempre «in quella abitazione vivono tre bambini minorenni. Garofalo aveva presentato anche una richiesta di concessione in sanatoria. Ma prima che il Comune si esprimesse sulla sanatoria, un sostituto procuratore ha disposto la demolizione dell’abitazione». E così, sabato scorso, è avvenuta la tragedia che, forse, era evitabile.

Abusivismo edilizio in Italia
Abusivismo edilizio in Italia (ANSA)