La lettera aperta di un docente alla presidente della Camera

«Cara Boldrini, il tuo antifascismo è strumentale. Sei un corpo estraneo alla democrazia»

Di battaglie cosiddette 'antifasciste' Laura Boldrini ne ha fatte molte. Una di troppo, per il professor Augusto Sinagra, docente di diritto delle comunità europeee alla Sapienza di Roma, che le ha scritto una illuminante lettera aperta

La presidente della Camera Laura Boldrini
La presidente della Camera Laura Boldrini (ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

ROMA - Le proteste di Laura Boldrini in merito alla lista di ispirazione fascista «Fasci del Lavoro» di un comune del mantovano ha fatto molto discutere, ed ha anche diversi precedenti. Di battaglie «antifasciste», infatti, la Boldrini ne ha già fatte alcune. Come quando ha ingaggiato una battaglia per la rimozione dei simboli del fascismo, o come quando ha duramente contestato le onoranze ai Caduti della RSI al Campo X del Cimitero Monumentale Musocco di Milano. Vicende che hanno ispirato al professor Augusto Sinagra, docente ordinario di diritto delle comunità europeee alla Sapienza di Roma, una complessa riflessione sul significato della democrazia, affidandola a una lettera aperta che vi riportiamo qui sotto integralmente.

La posizione di Vittorio Emanuele Orlando
«Gentile Signora, in occasione delle  onoranze ai Caduti della RSI al Campo X del Cimitero Monumentale Musocco di Milano il suo antifascismo ha palesato una delle sue punte più acute. Le racconto una cosa: quando nel 1925 a seguito della morte di Giacomo Matteotti il non ancora «Regime» traballò, si racconta che Benito Mussolini chiese a Vittorio Emanuele Orlando di assumere la presidenza del Regio Senato. Questi rifiutò osservando che mai avrebbe assunto la presidenza del Senato se non vi era libertà per i cittadini di associarsi in qualsivoglia Partito politico. Mussolini replicò che se avesse assunto la presidenza del Senato egli avrebbe disciolto il PNF. Ma Orlando replicò che ancor meno avrebbe assunto la presidenza del Senato se fosse stato precluso a qualsivoglia cittadino di costituire ed associarsi anche nel Partito Nazionale Fascista».

Un corpo estraneo alla democrazia
«Non so se lei ha capito cosa vuol dire questa narrazione. Penso che lei farà finta di non capire perché lei è un corpo estraneo alla democrazia; lei è espressione di un partito politico minimale non solo sul piano numerico ma soprattutto sul piano propositivo. Lei è stata eletta Presidente della Camera (dico «Presidente» e non «Presidenta» per non storpiare la lingua italiana) all’esito di intese partitiche alle quali i cittadini e la democrazia sono rimasti estranei. Lei non sa nulla di fascismo e il suo antifascismo è solo strumentale alla pur comprensibile sua esigenza di dare una giustificazione alla sua stessa esistenza. Se poi il fascismo viene dogmaticamente assunto come «violenza», la invito a riflettere sul fatto che vi sono due tipi di violenza: quella fisica e quella morale. Alla prima si può resistere, alla seconda non si può e lei non si rende conto di esercitare una continua violenza morale. Non ne perde l’occasione anche quando, tra le altre cose, pretende di imporre il suo punto di vista a proposito delle invasioni migratorie che subisce il nostro Paese. Perché lei lo faccia, francamente non mi interessa». 

La storia non si cancella
«Evidentemente è uno dei suoi problemi, come quello della rimozione dell’Obelisco Mussolini al Foro Italico di Roma. La storia non si cancella, egregia Signora, e al fondo vedo un’attitudine palesemente rivolta alla paura quando lei sollecita imperiosamente iniziative censorie di immagini ed opinioni su facebook rievocative del fascismo. Mi fermo qui, egregia Signora. Discutere con lei non ha rilievo culturale. Voglio tuttavia colmare una delle sue molte lacune storiche: i responsabili del sequestro dell’On. Giacomo Matteotti furono condannati a 16 anni di reclusione dalla Corte di Assise di Chieti per omicidio preterintenzionale. Ma si sa, la Corte di Assise di Chieti era condizionata dal Regime. Pensi che i tre erano difesi dall’On. Roberto Farinacci!!! Dunque, il processo fu ricelebrato a Roma dinanzi alla Corte di Assise speciale nel 1948 e i tre, difesi dall’antifascista Vittori Ambrosini, ebbero la pena ridotta a 14 anni! Sempre per omicidio preterintenzionale. Si faccia spiegare dai suoi collaboratori alla Camera dei Deputati cosa significa omicidio preterintenzionale. Le auguro le migliori cose per questo scorcio di legislatura perché lei non sarà più rieletta Presidente della Camera».