17 febbraio 2020
Aggiornato 16:00
'Un intero governo in movimento per la banca della famiglia Boschi'

Etruria, M5s: dopo le rivelazioni di Delrio subito l'inchiesta

Dopo le ultime rivelazioni del ministro dei Trasporti Graziano Delrio a proposito di Banca Etruria, il Movimento Cinque Stelle chiede l'apertura di un'inchiesta

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio e il sottosegretario Maria Elena Boschi.
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio e il sottosegretario Maria Elena Boschi. ANSA

ROMA - «Il conflitto d'interessi del governo è sempre più chiaro. Oggi scopriamo che dopo Maria Elena Boschi anche Graziano Delrio si era interessato per salvare Banca Etruria. Un intero governo in movimento per la banca della famiglia Boschi. Basta mezze verità, serve subito approvare la commissione d'inchiesta sulle banche. Solo così sarà possibile ascoltare tutti i soggetti protagonisti delle rivelazioni di questi giorni, fra cui anche Graziano Delrio». Così i capigruppo 5stelle Roberto Fico e Carlo Martelli.

L'ammissione di Delrio
Il ministro Delrio, in un'intervista telefonica alla Stampa, ha infatti ammesso: «Non ho nulla da nascondere. Mi sono occupato di Banca Etruria come mi sono occupato di Ilva, di Alitalia e tante altre crisi che rischiavano di avere impatti occupazionali, industriali o, come nel caso di Etruria, per i risparmiatori - dice -. Sono certamente uno di quelli che aveva sul tavolo tutte le crisi aziendali. Il mio ruolo all'epoca, come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, era quello di accompagnare i ministri competenti nella gestione di queste crisi. In questa veste, ho chiamato Caselli - spiega Delrio in riferimento alla telefonata all'allora presidente della Bper - e ho chiesto informazioni sulle intenzioni di Bper per Etruria. La risposta fu che era stata esaminata ma Bper aveva deciso di non andare avanti».

Di Maio: 3 anni a occuparsi della banca del padre della Boschi
Nei giorni scorso i pentastellati hanno ripetutamente chiesto un passo indietro da Maria Elena Boschi, o che Gentiloni le togliesse le deleghe da sottosegretario. «Hanno passato tre anni a occuparsi della banca del padre della Boschi», è stato l'affondo del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio (M5S), che ha parlato a margine di un convegno sulla scuola. «La verità di questa storia - ha spiegato il vicepresidente della Camera - è che non appena si sono insediati hanno fatto una riunione a casa della Boschi per cercare di salvare Banca Etruria. Poi, dopo l'insediamento del governo Renzi, che doveva essere quello dei rottamatori, hanno provato tutto l'anno con incontri con i massoni a salvare quella banca. Poi hanno fatto un decreto sulle popolari per renderla appetibile e poi la Boschi è andata a venderla a Unicredit la quale si è guardata bene dal farsi fare questo 'pacco' come si dice a Napoli».

Boschi ha mentito
A giudizio di Di Maio «una cosa deve essere chiara: quando Maria Elena Boschi è venuta in aula a dicembre 2015 a dirci 'non mi sono mai occupata della banca di mio padre ha mentito. Le menzogne politiche hanno un valore soprattutto se tu ricevi una fiducia da un'aula, quella di Montecitorio, in ragione di dichiarazioni che erano delle bugie. Lei ha avuto la fiducia dell'aula di Montecitorio, dicendo che non si era mai occupata di Banca Etruria. Adesso deve ritornare in aula il governo, perché lei è sottosegretaria, e deve dirci che ha intenzione di fare verso quel sottosegretario che all'epoca era ministro per le Riforme costituzionali quindi non c'entrava niente con le banche che ha mentito in aula. Noi non abbiamo creduto neanche a Luca Lotti quando ha detto 'io non ho mai sabotato l'indagine Consip. Sono dei bugiardi seriali. Deve andare a casa Maria Elena Boschi: ce lo dica Gentiloni venendo in aula perciò lo abbiamo chiamato a riferire», ha concluso l'esponente stellato.