12 dicembre 2019
Aggiornato 15:00
Protezionismo e guerre commerciali

I dazi all'Europa di Trump dividono i sovranisti italiani

Il leader della Lega nord, Matteo Salvini ha applaudito al tycoon americano, mentre il capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, ha criticato la mossa protezionistica

ROMA – L'ipotesi di dazi su alcuni prodotti dell'Unione europea, paventata dal presidente degli Stati uniti, Donald Trump, ha diviso il fronte sovranista italiano, con il leader della Lega nord, Matteo Salvini che ha applaudito al tycoon americano, mentre il capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, ha criticato la mossa protezionistica.

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Salvini: «Trump fa bene»
Per il segretario federale del Carroccio, «Trump fa bene a difendere le imprese e gli operai americani, altrettanto dovrebbe fare l'Italia contro il falso Made in Italy che ci costa 60 miliardi l'anno perché il sistema Italia e l'Europa ci impediscono» di farlo. «Invece di prendersela con Trump o con Putin che l'Italia e l'Europa difendano i nostri prodotti dai dazi di Trump», ha aggiunto l'eurodeputato.

«Se noi difendiamo il nostro Made in Italy abbiamo 60 miliardi in più domani mattina»
Quanto al rischio che per i dazi le imprese italiane vadano a produrre all'estero per Salvini, «il rischio che le nostre aziende già corrono è di chiudere per colpa dell'idiozia delle regole di Bruxelles e della tassazione italiana. Se ci fosse una vera tutela del Made in Italy non è certo qualche Vespa in più o qualche bottiglia d'acqua che fa la differenza. Se noi difendiamo il nostro Made in Italy abbiamo 60 miliardi in più domani mattina».

Rampelli: «Usa e l'Ue dovrebbero invece «fare blocco comune contro le economie sleali»
Rampelli, ospite di Omnibus su La7 invece ha spiegato che se fosse confermata «questa misura, farebbe una certa impressione perché invece di proteggere l'economia reale dalla concorrenza sleale, come quella della Cina che non rispetta le regole del modello economico occidentale e ne mette in crisi i fondamentali della produzione e dello scambio commerciale, si rischia di aprire questa specie di protezionismo all'interno di uno stesso modello di sviluppo». Per l'esponente di Fdi gli Usa e l'Ue dovrebbero invece «fare blocco comune contro le economie sleali, per riprendere a produrre nel rispetto dei lavoratori e dei loro diritti, dei minori, dell'ambiente, della qualità della vita e dei valori della nostra civiltà. Su questo Trump ha ricevuto il consenso degli americani e la simpatia di molti movimenti politici europei».

I nuovi ordini esecutivi di Trump
Intanto dall'altra sponda dell'Atlantico è giunta notizia che Trump, firmerà oggi due ordini esecutivi che mirano a identificare le pratiche commerciali che avrebbero danneggiato l'economia nazionale, aumentando il deficit commerciale e riducendo i posti di lavoro per i cittadini statunitensi, e a porre fine alla mancata riscossione delle multe anti-dumping e anti-sussidi sulle importazioni.

Gli Usa importano troppo
Gli ordini, che sottolineano la posizione della Cina come maggior responsabile del deficit commerciale di 734 miliardi di dollari dello scorso anno, saranno firmati a una settimana dal primo faccia a faccia tra il presidente statunitense e l'omologo cinese, Xi Jinping, in Florida, già definito «molto difficile» da Trump su Twitter. «Noi - ha aggiunto - non possiamo più avere enormi deficit commerciali (...) e perdite di posti di lavoro. Le imprese americane devono essere pronte a cercare altre alternative». La Cina ha il maggior surplus con gli Stati Uniti, pari a 347 miliardi di dollari, seguita da Giappone, con 69 miliardi, Germania (65 miliardi), Messico (63 miliardi), Irlanda (36 miliardi) e Vietnam (32 miliardi).