11 dicembre 2019
Aggiornato 00:30
Politica italiana

Il 2017 secondo Prodi: «Ue arretra e non decide, Trump una tempesta imprevedibile»

Lunga intervista sul Sole 24 Ore all'ex premier. Per il Vecchio continente non ha previsto grandi mutamenti politici nel 2017, nonostante si terranno le “importantissime” elezioni in Francia ed in Germania, mentre l'Italia può sperare a un Pil vicino all'1%, ma “è saldamente all’ultimo posto fra le grandi economie”

ROMA – Lunga intervista sul Sole 24 Ore all'ex premier, Romano Prodi, che ha commentato la situazione europea, dove si «arretra pian piano, senza decidere nulla» e l'elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti, definita come una «tempesta imprevedibile».

«Trump sirena e provocatore insieme»
Per il Vecchio continente Prodi non ha previsto grandi mutamenti politici nel 2017, nonostante si terranno le «importantissime» elezioni in Francia ed in Germania, Paesi che dopo il voto «usciranno con una situazione non molto diversa da quella odierna», mentre l'Italia a detta sua non sarà chiamata alle urne entro l'anno. Il fondatore dell'Ulivo ha aggiunto di non vedere «elementi di rottura del sistema, che aggravino lo strappo della Brexit», spiegando che storicamente il Regno Unito è sempre stato «incerto da che parte dell’Atlantico stare. Ora vedremo che cosa proporrà Trump, sirena e provocatore insieme». Quanto all'Unione europea, per Prodi è una macchina decisionale lenta, che non si sa bene come e con quali tempi avvierà il negoziato sulla Brexit ad aprile, una «incapacità di prendere decisioni importanti che può provocare danni gravi».

Il fantasma del protezionismo Usa
Anche a livello economico il «professore» non ha ipotizzato grandi novità per l'Europa, ricordando che gli ultimi dati parlano di una crescita dell’1,5%, «che non è malissimo, un po’ meglio delle previsioni precedenti grazie al buon andamento di fine 2016» ma è una stima che può essere influenzata da alcune incognite che sono «l’incertezza politica e il commercio mondiale». L'ex presidente del Consiglio ha spiegato che le dichiarazioni protezionistiche di Trump se fossero seguite da azioni reali, come dazi alla Cina, avrebbero «ripercussioni globali e anche l’Europa può esserne danneggiata». Prodi ha aggiunto che nonostante ci vorranno ancora alcuni mesi prima di capire la linea della nuova amministrazione Usa in materia di commercio, «la nomina come responsabile del commercio estero americano di una persona che in passato ha sostenuto posizioni protezioniste preoccupa».

Italia «saldamente all’ultimo posto fra le grandi economie»
Il politico è poi passato ad un'analisi del sistema Italia, che nel 2017 può sperare a un Pil vicino all'1%, ma «è saldamente all’ultimo posto fra le grandi economie». Una tendenza che può essere ribaltata affrontando per prima cosa il problema della produttività, che «è impressionante». Inoltre Prodi ha ricordato di insistere da tempo sul fatto che l'economia non è fatta solo dall'industria: «Il recupero di produttività passa anche dai servizi, e questi sono il vero punto debole della nostra economia. È un processo che va lentissimo e che dovrebbe avere impulso dal rinnovamento della burocrazia. Tra l’altro, noto che si sono eliminati 3-400mila pubblici dipendenti e i salari sono fermi, ma i conti pubblici non migliorano».