18 settembre 2019
Aggiornato 09:00

Manager con laurea triennale e stipendio da 200mila euro: succede solo se ti chiami Alfano

La super-carriera di Alessandro, il fratello dell'attuale ministro degli Esteri Angelino, che ha scalato i vertici di Postecom è finita nel mirino della Corte dei Conti. Ecco cosa ha scoperto la Guardia di finanza

ROMA – La super-carriera di Alessandro Alfano, il fratello dell'attuale ministro degli Esteri Angelino, che dopo una laurea (triennale) in economia a 34 anni ha scalato i vertici di Postecom arrivando a guadagnare 200mila euro l'anno, è finita nel mirino della Corte dei Conti che vuole approfondire sia l'assunzione del parente del fondatore del Nuovo centrodestra, sia la sua scalata ai vertici della società pubblica, dove in due anni ha visto lievitare il suo stipendio di ben 40 mila euro (da 160mila a 200mila).

L'ipotesi è di danno erariale
I magistrati contabili hanno affidato le indagini alla Guardia di finanza che nel suo rapporto ha sottolineato che Alessandro non ha mai firmato una carta in Postecom e se venisse dimostrata la sua assunzione per motivi familistici e non per meriti professionali scatterebbe l'ipotesi del danno erariale. Fra le carte del procedimento spunta un documento che recita: il consigliere d’amministrazione di Poste Italiane, «dottor Antonio Mondardo aveva manifestato la propria perplessità all’allora ad Massimo Sarmi circa le motivazioni che avevano portato all’assunzione di Alessandro Alfano, senza che il cda fosse portato a conoscenza dell’esigenza di dover ricoprire tale ruolo, e che per tale carica fosse prevista l’assunzione del citato dirigente».

Sarmi inguiato dal braccio destro Picucci
Sarmi sentito dagli agenti a febbraio ha risposto a chi gli chiedeva se sapesse del legame di sangue fra Alessandro e l'ex ministro dell'Interno: «Non mi sembra che all’epoca si era preso in considerazione questo legame». Dichiarazione che non combacia con quelle del suo strettissimo collaboratore, Claudio Picucci, che alla domanda se avesse informato il suo superiore di chi era parente Alessandro ha detto: «Sicuramente sì, anche perché il nome era altisonante», aggiungendo che il curriculum di Alessandro è stato portato in Poste da Sarmi: «Di sua iniziativa (Sarmi, ndr) mi inviò il curriculum non per soddisfare un’esigenza immediata, ma per tenerlo in considerazione nel caso in cui fossero emerse necessità».

Gli amici in comune di Sarmi e Alfano
Le dichiarazioni di Picucci vengono poi avvalorate da alcune intercettazioni ambientali avviate dalla Procura di Roma sul faccendiere Raffaele Pizza, arrestato il 6 luglio e ritenuto vicino al ministro Alfano. In una conversazione telefonica Pizza si vanta con Davide Tedesco, altro collaboratore del leader di Ncd, di aver fatto pressioni su Sarmi perché valutasse l'assunzione di Alessandro: «Lui come massimo (di stipendio, ndr) poteva avere 170 mila euro e io gli ho fatto avere 160 mila. Tant’è che Sarmi stesso gliel’ha detto ad Angelino, ‘Io ho tolto 10 mila euro d’accordo con Lino’ (Pizza, ndr), per poi evitare. Adesso va dicendo che l’ho fottuto perché non gli ho fatto dare i 170 mila».