23 febbraio 2020
Aggiornato 11:00
La sentenza del processo svoltosi a Ivrea

Olivetti, Carlo De Benedetti condannato a 5 anni e 2 mesi, 11 mesi per Corrado Passera

Condanne pesanti per il processo amianto all'Olivetti che si è svolto a Ivrea. Carlo De Benedetti è stato condannato a cinque anni e due mesi, idem il fratello. Corrado Pasera a 11 mesi

TORINO - Condanne pesanti per il processo amianto all'Olivetti che si è svolto a Ivrea. Carlo De Benedetti è stato condannato a cinque anni e due mesi. Stessa pena per il fratello Franco De Benedetti. Entrambi sono stati riconosciuti colpevoli di lesioni colpose e omicido colposo per dieci casi di malattie da amianto. Un anno e undici mesi per Corrado Passera. Assolti invece Camillo Olivetti, Roberto Colanninno e Onofrio Bono.

Il ruolo dei due fratelli
I due fratelli hanno ricoperto incarichi di vertice nell'azienda di Ivrea per diversi anni. Carlo De Benedetti è stato amministratore delegato e presidente del cda dal 1978 al 1996, mentre Franco Debenedetti è stato amministratore delegato dal 1978 al 1989. Il processo ha riguardato 12 casi di morte per amianto e 2 di malattia, verificatisi tra gli anni '70 e gli anni '90. I pm Laura Longo e Francesca Traverso avevano chiesto 6 anni e 8 mesi per l'ingegnere e 6 anni e 4 mesi per il fratello, a cui erano stati contestati sette omicidi e due casi di malattia.

Condannato ex ministro Passera
Il giudice Elena Stoppini, dopo una camera di consiglio piuttosto breve, durata circa mezz'ora, ha condannato anche l'ex ministro Passera che era stato amministratore delegato della società dal 1992 al 1996, per lui i Pm avevano chiesto 3 anni. Secondo l'accusa i vertici della società non presero provvedimenti in tempo utile per salvaguardare la salute dei lavoratori. Roberto Colaninno, amministratore delelgato di Olivetti dal 1996, era invece accusato di un solo caso di lesoni colpose. Entro 90 giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza. Nel frattempo la procura di Ivrea ha avviato un processo bis, per le morti sopravvenute dopo la chiusura della prima inchiesta, che riguarda un'altra settantina di casi.

Soddisfazione di Fiom-Cgil
Soddisfazione per il risultato giudiziario ha espresso la Fiom-Cgil. «Esprimiamo una grande soddisfazione perché dopo un dibattimento molto duro e combattuto, soprattutto da parte delle difese, è emersa la verità ed è stata data giustizia alle vittime».La soddisfazione è data anche dal fatto che il giudice ha condannato gli imputati al risarcimenti dei danni ai privati e alle associazioni, tra cui anche la Fiom-Cgil, dichiara l'avvocato Laura d'Amico legale della fiom dopo la sentenza al processo per l'amianto allOlivetti di Ivrea. «Nulla può restituire ai propri famigliari i lavoratori scomparsi - commenta Federico Bellono segretario torinese Fiom - ma almeno questo processo ha fatto giustizia ed è significativo che le pene più severe siano state comminate alle figure di grado più elevato, che avevano le maggiori responsabilità nel dirigere l'impresa».Tale sentenza è però solo la chiusura di capitolo, ha aggiunto, e non solo perché le statistiche dicono che purtroppo le persone continueranno a ammalarsi e morire anche nei prossimi anni, e perché sicuramente le difese ricorreranno in appello: soprattutto, perché «sono già in stato avanzato i lavori istruttori di processi per altre morti di amianto in Olivetti».

Il commento di Passera
Non così contento, invece, l'ex ad di Olivetti Corrado Passera, che è già pronto a presentare appello contro la condanna nel processo alla Olivetti per l'amianto. «Prima di commentare la sentenza di Ivrea - ha affermato Passera in una dichiarazione - desidero rivolgere un pensiero alle famiglie che hanno avuto lutti o subito gravi malattie. A me non è mai stata data notizia di rischi legati all'amianto, che avrei certamente affrontato con le dovute misure. Se avessi saputo che potevo fare qualcosa per eliminare o anche solo ridurre il rischio amianto in Olivetti, lo avrei fatto con tutta la necessaria determinazione. Anche la pubblica accusa non ha rilevato nessuna mia decisione in contrasto con quanto dico».

Una grande azienda, a cui Passera era legato
Passera ricorda di essere stato co-Amministratore Delegato dal 1992 al 1996 di «aver dedicato tutto me stesso, in quegli anni, al risanamento di una azienda alla quale ero legato per ragioni non solo professionali». Olivetti, ricorda il Ministro era una grandissima azienda, molto articolata industrialmente e geograficamente, e disponeva di un sistema di controllo e gestione dei rischi strutturato al meglio delle possibilità. Ma secondo Passera il Tribunale sembra non aver tenuto in debito conto «alcune rilevantissime considerazioni di carattere tecnico e scientifico che sono state affrontate ed approfondite nel corso del giudizio e che, adeguatamente valutate, non avrebbero portato a una decisione di condanna. Resto in ogni caso in attesa di leggere le motivazioni della sentenza, contro la quale certamente - ha concluso Passera- proporrò appello, confidando nel successivo grado di giudizio».

(Fonte Askanews)