5 febbraio 2023
Aggiornato 18:30
Strage di Nizza

Nizza, cresce l'ansia per i 6 italiani ancora dispersi

In attesa della lista delle vittime dell'attentato di Nizza dello scorso 14 luglio, sono ancora 6 i nostri connazionali di cui non si hanno notizie da dopo l'attentato. E l'ansia cresce.

NIZZA - Nell'attesa della pubblicazione della lista delle vittime italiane rimaste uccise nella strage di Nizza dello scorso 14 luglio, la situazione resta piuttosto confusa. Sono ancora almeno sei le persone irreperibili da dopo l'attentato, che con i feriti arriverebbero a circa una decina. E mentre la città si ferma tra commemorazioni e minuti di silenzio, in Italia cresce l'ansia e lo sgomento per i connazionali di cui si sono perse le tracce.

I dispersi
Ancora nessuna notizia di un gruppo di quattro o forse cinque amici provenienti dalla Lombardia. Le due coppie formate da Angelo D'Agostino (71 anni) e Gianna Muset (68 anni) di Voghera e da Maria Grazia Ascoli (77 anni) e Mario Casati (90 anni), di Milano, erano insieme sul Lungomare di Nizza per assistere ai fuochi d'artificio. Si ipotizza che fossero accompagnati da un quinto amico, ma senza certezza. Di loro non si hanno notizie dalla sera dell'attentato. L'ansia cresce anche per Carla Gaveglio, 48 anni, di Piasco in provincia di Cuneo. Il marito e la figlia sono ricoverati all'ospedale Pasteur. Quest'ultima, 14enne, sostiene di aver visto la madre cosciente mentre veniva caricata su un'ambulanza. Ma ad oggi di lei non si hanno notizie, anche se l'elenco dei feriti è stato già completato. I marito Pietro Massardi, dal suo letto d'ospedale, ha affidato a una riflessione su Facebook la sua angosciama anche la sua gratitudine per i messaggi di solidarietà: «Grazie per tutta l'amicizia che mi avete dato». Ventiquattr'ore prima postava: «Sono convinto di darvi presto buone notizie sicuramente con l'aiuto dei nostri angeli». Carla Gaveglio, ha raccontato la figlia, non parlava e aveva problemi alle gambe e al bacino. Non aveva documenti né cellulare perché nell'attentato aveva perso la borsetta. «Abbiamo dato le sue fotografie all'Unità di Crisi, ma finora non c'è stato alcun risultato» spiega il marito.

Un processo lungo
Ad ogni modo, il processo di identificazione ha bisogno di tempo, perchè in molti casi ha richiesto il test del Dna. Fra le autorità sanitarie di Nizza e il ministero della Giustizia di Parigi non sembra esserci accordo su quanto tempo ci vorrà ancora per mettere fine a questi giorni di ansia. Ansia, soprattutto per i familiari e gli amici dei dispersi, molti dei quali non hanno ascoltato il consiglio di rimanere in Italia e si sono recati sul posto, girando per gli ospedali della città francese. Così ha fatto Massimiliano, il figlio più grande di Angelo D'Agostino, ma anche i due figli di Marco Casati.

Chi ce l'ha fatta
Ma accanto al dramma degli italiani dispersi, c'è anche chi ce l'ha fatta, o sta ancora lottando per farcela. Resta ricoverato in rianimazione in un ospedale di Nizza Andrea Avagnina, 53 anni, un altro degli italiani coinvolti nell'attentato. Ritrovata viva  anche sua moglie, Marinella Ravotti, infermiera di 55 anni. La donna è in coma farmacologico, ma non è in pericolo di vita. A rintracciarla è stata la figlia, corsa subito a Nizza insieme al fidanzato. Aveva il volto molto tumefatto ed è stata riconosciuta solo grazie agli anelli che aveva al dito. Resta ricoverato in rianimazione in un ospedale di Nizza Andrea Avagnina, 53 anni, un altro degli italiani coinvolti nell'attentato. A confermare la notizia è stato il Comune di San Michele Mondovì, nel cuneese, dove l'uomo è consigliere comunale. Ritrovata viva  anche sua moglie Marinella Ravotti, infermiera di 55 anni, data inizialmente per dispersa. La donna è in coma farmacologico, ma non è in pericolo di vita. A rintracciarla è stata la figlia, corsa subito a Nizza insieme al fidanzato. Aveva il volto molto tumefatto ed è stata riconosciuta grazie agli anelli che aveva al dito. E' stata ritrovata invece sana e salva la famiglia dell'italo-canadese Salvatore Sermoneta. Il 55enne aveva in programma un tour in Europa con moglie e bimba piccola. La figlia maggiore, allarmata per la mancanza di notizie, aveva dato l'allarme. Ma loro erano al sicuro a Londra, senza neppure passare per Nizza: una scelta, come si dice, provvidenziale.