19 marzo 2019
Aggiornato 05:00
L'analisi dopo le ultime elezioni amministrative

Il centrodestra si è liquefatto: perché?

Dati alla mano, il centrodestra di oggi si palesa sofferente e claudicante. Roma e Torino al Movimento 5 Stelle, Milano e Napoli al centrosinistra: non c'è spazio per una coalizione che coalizione non è, fratturata e debole come si è mostrata

ROMA – Il centrodestra si è liquefatto, non esiste più. L'analisi schietta e spietata di Gennaro Malgieri su Formiche.net dice proprio questo: il centrodestra è evaporato, in un tempo breve ma non brevissimo. La caduta è iniziata nel 2013. Quei tanti che, sognatori, reagivano con indifferenza all'ipotesi di una vicina fine del centrodestra, sono costretti ad arrendersi ad una realtà di facile lettura. Quegli stessi, oggi, sembra che non abbiano neppure più voglia di raccogliere i cocci, dice Malgieri. Senza neppure accennare ad un minimo di autocritica, si cerca in «casa altrui» la sconfitta, gufando per la caduta del governo Renzi e scegliendo di ignorare con fermezza, invece, i pessimi risultati frutto di scelte imprudenti e lotte intestine.

Il centrodestra che non c'è
Se un centrodestra esiste è solo quello di un'opinione pubblica tutt'altro che moderata. A volerlo cercare nella politica, però, si perdono le speranze. «Sta al governo e all’opposizione; vivacchia tra gruppetti nomadi e velleitari rivoluzionari; è un po’ centrista ben sapendo che il Centro non c’è più; è un po’ di Destra consapevole che questa si è dissolta», scrive il giornalista. Insomma, c'è ma non c'è. E le ultime elezioni amministrative sono l'esempio lampante di una situazione tutt'altro che positiva. Se a Milano si forma compatto un gruppo che racchiude (non senza problemi) tutte le anime del variegato mondo del centrodestra nostrano, a Roma la spaccatura è più che evidente. I risultati, però, non cambiano. A Torino e a Napoli la coalizione è del tutto irrilevante. Al massimo è in qualche città di provincia che il centrodestra guadagna la poltrona, ma resta poca cosa. Il dato non cambia: il centrodestra si è liquefatto. E le motivazioni sono elementari e facilmente riscontrabili: non ha saputo darsi una struttura coalizionale, suffragata da un progetto condiviso e valido.

Senza via d'uscita
Non di poco rilievo nel decadimento del centrodestra è stato il disfacimento di Forza Italia che ha finito portato il suo elettorato a non andare a votare o a scegliere il Movimento di Beppe Grillo. Anche le situazioni di Destra e Lega Nord non paiono delle migliori alla luce dei dati dell'ultima tornata elettorale. Milano, Torino e Napoli non avranno nemmeno un rappresentante di Destra, mentre la Lega Nord ha visto una forte battuta d'arresto nella sua Milano. Per le politiche del 2018, insomma, non c'è trippa per gatti per il centrodestra di oggi. E a sancirne definitivamente la fine sarà la nuova legge elettorale, dalla quale trarrà vantaggio quasi esclusivo il Movimento 5 Stelle. Dunque un'impasse, quella del centrodestra, della quale non sembra esserci via d'uscita.