16 ottobre 2019
Aggiornato 01:00

Elezioni Roma, Salvini: Al ballottaggio Raggi e Meloni, Berlusconi decida

Il leader della Lega Nord punta il dito contro l'incoerenza di Silvio Berlusconi, prima fermo sostenitore della vittoria di Guido Bertolaso e poi convinto che l'uomo per Roma può essere solo Alfio Marchini: «Non si può passare di palo in frasca»

ROMA - Matteo Salvini è convinto: Alfio Marchini non avrà a Roma nemmeno la metà dei voti di Giorgia Meloni. «I sondaggi io li faccio in strada, quando ogni settimana vengo a Roma per lavoro, ascoltando le persone, i taxisti, i vigili, gli studenti, gli operai, i poliziotti, che mi dicono di non mollare con la Meloni, perché è la candidata giusta», ha affermato a Radio Cusano Campus: «Al ballottaggio andranno Meloni e Raggi». A quel punto sarà Berlusconi a dover scegliere cosa fare, «sperando che abbia una sola idea al giorno».

«Io vado a fondo, Silvio no»
Non si placano le polemiche nel centrodestra romano rispetto alla scelta di Silvio Berlusconi di convergere le energie sul costruttore romano Alfio Marchini. L'esclusione di Giorgia Meloni ha fatto andare su tutte le furie la coppia lepenista Salvini-Meloni che continuano a rinfacciare all'ex Cav di aver voltato le spalle al centrodestra per favorire il candidato dem di Matteo Renzi Roberto Giachetti. «Io ho tanti difetti - spiega Salvini - però quando mi metto una cosa in testa vado fino in fondo». 

L'unico sondaggio è quello dei cittadini
Il leader del Carroccio non gradisce la questione sondaggi e sottolinea più volte come l'unico sondaggio che accetta è quello dei cittadini. Gli ultimi sondaggi vedevano la candidata pentastellata Virginia Raggi in prima posizione, mentre Giorgia Meloni si piazzava solo seconda, distanziata di pochissimo da Alfio Marchini. «I sondaggi evidentemente vengono da qualcuno commissionati e pagati - ha ricordato Salvini - e non ci azzeccano mai». Guardando anche all'estero, in Austria le elezioni «sono andate come sono andate, ha vinto il partito alleato della Lega che secondo i sondaggi non doveva arrivare neanche secondo. Secondo i sondaggisti, poi, Trump non doveva arrivare nemmeno a Natale».

L'incoerenza di Berlusconi
I romani chiedono a Salvini e Meloni di andare avanti sulla strada intrapresa. Voci di corridoio vorrebbero la Meloni pronta ad un dietro front, ma sulla sua pagina Facebook la candidata stronca ogni polemica: «Devo fare proprio paura se i miei avversari raccontano queste balle!». I cittadini dicono che a Roma «serve un po' di pulizia, un po' di idee chiare, un po' di coraggio, un po' di ruspa». Non manca la polemica nei confronti dei cambi di programma di Silvio su Roma: «Berlusconi ha detto a me e ai romani per un mese che Bertolaso era un genio e che chi non lo voleva era un folle capriccioso. Poi l'ha messo in cantina - ha aggiunto - evidentemente così genio non era, ed ha scelto Marchini. Solo un mese fa Berlusconi diceva che Marchini non era da votare e aggiungeva che chi votava Marchini faceva un favore alla sinistra. Ora, cambiare idea è legittimo, ma quando c'è in ballo un comune come Roma passare di palo in frasca non mi pare utile».