14 dicembre 2019
Aggiornato 01:30
la proposta del leader de la destra

Roma, Storace: «Ecco i 10 punti programmatici per un accordo con Giorgia Meloni»

Il candidato sindaco de La Destra ha lanciato un nuovo appello agli altri candidati della coalizione di centrodestra. E si è rivolto in particolare a Giorgia Meloni

ROMA - Il candidato sindaco e leader de La Destra, Francesco Storace, ha enunciato i dieci punti del suo programma elettorale. Ma ha detto di essere disposto a ritirare la sua candidatura per ricompattare il centrodestra.

I dieci punti del programma di Storace
«Questi sono i 10 punti programmatici sui quali si può intavolare un dialogo per giungere all'unità delle candidature su Roma». Ad elencarli rivolgendosi agli altri tre candidati dell'area di centrodestra, Francesco Storace, candidato sindaco di Roma. «A Roma - spiega in un comunicato - i poteri della Regione, il riequilibrio del sistema del welfare comunale con l'accesso prioritario ai servizi per i cittadini italiani e l'avvio di un programma di mutuo sociale per superare l'emergenza abitativa».

Dalla social card alla chiusura dei campi rom
Ai primi tre punti Storace aggiunge il «rilancio dell'economia con la social card comunale e il ripensamento della Bolkestein per il commercio, la chiusura delle procedure concorsuali del 2010 con le assunzioni dei vincitori, la moratoria fiscale per le giovani coppie che vogliono sposarsi per il primo triennio, il completamento della Metro C e del prolungamento della B da Rebibbia a Casal Monastero e rilancio dell'urbanistica, la chiusura dei campi rom e programma per l'illuminazione pubblica di tutta la città».

L'appello agli altri candidati
E ancora «la lotta alla corruzione con la centrale unica degli appalti, la norma tagliamani e il codice etico per gli amministratori pubblici e la riqualificazione delle periferie anche con le aperture di cinema e teatri. Su queste basi, piuttosto che su sterili e noiose diatribe di alleanze e poltrone, è possibile sedersi intorno a un tavolo e discutere». Nonostante il fatto che i suoi precedenti appelli siano caduti nel vuoto, il leader de La Destra rilancia ancora una volta e si rivolge agli altri candidati affinché si lavori per l'unità del centrodestra.

Storace: Dobbiamo stare uniti
«Meloni vuole fare il sindaco? Parliamone. Se da quattro candidati dobbiamo averne uno, voglio vedere anche gli altri andarsene... Io dico una cosa: non so loro come stanno svolgendo la campagna elettorale oltre che andare in televisione. Io sto incontrando tantissime persone per strada, e gran parte di quelli che mi vogliono votare dicono: 'però dovete stare uniti'. Immagino che la stessa cosa succeda a tutti gli altri tre», ha sottolineato il candidato sindaco a Roma.

"Chiedo chiarezza d'intenti"
Francesco Storace ha spiegato: «Mi sta bene che adesso valutino i sondaggi. Se gli altri si ritirano io sono disponibile a ritirare a mia volta la candidatura per Giorgia Meloni, se tutto ciò avviene in un quadro unitario. Se gli altri però non hanno intenzione di ritirarsi e lei non dice nulla in proposito, è chiaro allora che noi ci candidiamo. Ma mi candido per dire alla città: siccome hanno deciso di perdere votate chi potrà fare meglio l'opposizione a questi signori che vinceranno. Voglio capire se vuole il consenso o meno, perché per grazia ricevuta non si ottiene niente. Oggettivamente così non si capisce." 

"Il centrodestra deve mettersi d'accordo"
«È difficile leggere appelli a tutti tranne che alla sua comunità di provenienza. Spero che ciò fino ad ora sia avvenuto solo perché stanno tentando di convincere Berlusconi, e ci sta pure questo. Resta però un punto: si va al ballottaggio con noi, senza non ci si va. Non ti puoi permettere di perdere nemmeno lo 0,1, figuriamoci ciò che è emerso nelle ultime ore, con i sondaggi che ci avvicinano al 5%. Io - ha concluso Storace - l'ho detto che accetto volentieri di votare la Meloni. Resta da capire se lei accetta di essere votata; questa è la cosa buffa" e "vedo, poi, che Guido Bertolaso continua a dire che ha i sondaggi buoni. Che dire allora? O il centrodestra si mette d'accorso al suo interno oppure non so con chi dovrei stare unito. Non si può chiedere a me unità se non sono uniti nemmeno loro.»