16 giugno 2019
Aggiornato 07:00
Team di esperti in vista?

Silvio corre ai ripari. Ecco il suo «piano anti-gaffe» per Bertolaso

Alla fine, anche il Cavaliere ha dovuto ammetterlo: Bertolaso è decisamente «poco avvezzo» al linguaggio della politica. Ma, proprio da parte di colui che ha letteralmente rivoluzionato la comunicazione in quest'ambito, sarebbe pronto un piano d'emergenza

ROMA – Potrebbe essere a buon diritto ribattezzato «il candidato delle gaffe». Guido Bertolaso, ex capo della Protezione civile e oggi proiettato nella corsa al Campidoglio, a livello di comunicazione ha sicuramente qualche problemino. Lo ha fin da subito notato Matteo Salvini, dopo che l’ex sottosegretario, pur conscio di rappresentare anche la Lega Nord, aveva definito i rom una «minoranza vessata». Per non parlare, poi, della sua confessione a proposito del suo passato democristiano nonché rutelliano, e dell’attuale simpatia per il candidato del Pd Robeto Giachetti. Ospite a Di Martedì, infatti, davanti a un Enrico Mentana che gli chiedeva chi voterebbe tra Storace, Marchini e Giachetti, la risposta di Bertolaso ha lasciato tutti di stucco: Giachetti, per il quale – avrebbe non contento confessato più tardi – vorrebbe votare pure la moglie. «Gli voglio bene, è una persona perbene», ha dichiarato, finendo per aggravare il maldestro endorsement.

«Comunicazione autolesionista»
C'è chi l'ha chiamata, e ben a proposito, «comunicazione autolesionista». Anche perché queste ultime non sono le uniche gaffe per cui è noto Bertolaso. Anche ai tempi del suo incarico a capo della Protezione civile, è assurta all'onore delle cronache qualche sua uscita «poco accorta»: dalle critiche sull'assistenza ad Haiti da parte degli americani nel 2010 - critiche definite da un'offesa Hillary Clinton (allora segretario di Stato) «chiacchiere da dopo partita» -, alla conferenza stampa sugli appalti per il G8, in cui si lasciò sfuggire una sfortunata battuta: «Io e Clinton abbiamo un problema in comune, Monica». La Monica di Bertolaso, naturalmente, era la massaggiatrice brasiliana del Salaria Sport Village, finita nell'intercettazione degli scandali. Tutte evidenze di fronte a cui, alla fine, anche il Cavaliere - che Bertolaso lo ha sempre difeso a spada tratta - ha dovuto ammettere ai suoi«Guido è bravissimo nel risolvere i problemi ma non è avvezzo al linguaggio della politica».

Il Cavaliere corre ai ripari
Ma, si sa, le risorse di Berlusconi sono infinite. Così, pare proprio che il Cavaliere, da sempre un autentico asso nella comunicazione, sia pronto a mettere a disposizione del candidato sindaco di Roma un'intera squadra di esperti, pronti a salvare Bertolaso da se stesso. Del resto, l'ex sottosegretario ha la fortuna di avere dalla sua parte chi, in vent'anni di politica, ha letteralmente rivoluzionato la comunicazione in quell'ambito. La mediatizzazione della politica è opera del fondatore di Forza Italia, che ha letteralmente «inventato» uno stile di fare comunicazione e di fare politica. Uno stile che trova la propria massima esplicazione nei salotti televisivi e in quel «Patto con gli italiani» che ha fatto scuola. Quello di Berlusconi è stato per vent'anni un «one man show»: ed ecco perché nessuno meglio del Cavaliere potrà cercare di «redimere» l'inesperto candidato. 

Una sfida rischiosa
Anche perché l'ultimissima gaffe di Bertolaso - e cioè quella che riguarda «possibili sinergie» con l'altro candidato di centrodestra Alfio Marchini - ha davvero rimescolato le carte in tavola. Giorgia Meloni ha addirittura parlato di un nuovo «Patto del Nazareno», anche se da Berlusconi nessun commento è sfuggito in proposito. Il Cavaliere capisce benissimo che in gioco c'è non solo la partita romana, ma anche la propria immagine di leader: e da sventare, soprattutto, c'è il rischio - ventilato da qualche sondaggio - che il candidato del Cav finisca per essere il fanalino di coda di tutti gli altri di centrodestra. Di certo, Berlusconi non è il tipo che si arrende prima di combattere. Così, pare stia programmando una serie di interviste radiofoniche tra le emittenti romane, e un intervento, sabato, ad Arezzo a una manifestazione di Fi. Nella speranza, nel frattempo, che lo staff che pare metterà a disposizione a Bertolaso dia i suoi frutti. Perché il momento è troppo delicato per nuove gaffe. E la prossima potrebbe essere la proverbiale goccia capace di far traboccare il vaso.