3 aprile 2020
Aggiornato 14:00
Udienza per il processo di Yara

Difesa Bossetti: «Nei pc di Bossetti nessuna ricerca pedopornografica»

Secondo il consulente informatico di Massimo Bossetti nei due pc rinvenuti in casa del muratore «nessuna evidenza di ricerche che denotino un interesse particolare» nei confronti di ragazzine

ROMA – Nuova udienza a Bergamo per l'omicidio della tredicene di Brembate di Sopra, Yara Gambirasio. «Non c'è nessuna evidenza di ricerche che denotino un interesse particolare» nei confronti di ragazzine. Così il consulente informatico della difesa di Massimo Bossetti in merito al contenuto dei personal computer rinvenuti in casa del muratore accusato della morte della giovane Yara Gambirasio.

Siti pornografici, non pedopornografici
Il consulente assicura che i siti consultati dai due pc sono di argomento pornografico, ma non pedopornografico. Il consulente informatico, Giovanni Bassetti, ha risposto alle domande del pm confermando che il del 24 maggio 2014 c'è stata una ricerca riguardante ragazze e a sfondo sessuale, ma non c'è la certezza di poterla ricondurre a Bossetti. L'analisi dei pc trovati a casa del muratore che avevano evidenziato ricerche riguardanti tredicenni era stata svolta dal Racis dei Carabinieri e dai consulenti della procura e l'esperto della difesa ha inteso oggi «contestualizzarli», partendo dal riconoscimento della corretta metodologia usata dagli investigatori.

Testimoni negano di aver visto Bossetti
Una serie di testimoni, citati dalla difesa, è comparsa oggi in aula per testimoniare nel processo a carico di Massimo Bossetti per l'omicidio di Yara Gambirasio. Testimoni che, alla fine del 2010, quando la ragazza scomparve, frequentavano il centro sportivo da cui la ragazza sparì. In molti hanno affermato di non aver mai conosciuto la tredicenne, tutti di non avere mai visto Massimo Bossetti prima del fermo, il 16 giugno 2014. Tutti i testimoni hanno spiegato che non ricordavano nulla di strano in quel tardo pomeriggio del 26 novembre 2010.

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