29 settembre 2020
Aggiornato 16:00
Accusa chiede il giudizio immediato

Soldi e ricariche in cambio di sesso: Pr in manette

Secondo l'accusa l'uomo avrebbe adescato e poi avuto rapporti sessuali - in cambio di soldi e regali - con almeno tre minori residenti nella zona nord della capitale

ROMA - Le intercettazioni parlando chiaro: Nucci sapeva quello che stava facendo. «Era ben consapevole della illiceità penale delle sue condotte», Claudio Nucci, 56 anni, esperto in pubbliche relazioni deve rispondere delle accuse di prostituzione e pornografia minorile. Il giudice Cinzia Parasporo nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa, su richiesta del procuratore aggiunto Maria Monteleone e del pm Eugenio Albamonte, non usa sottintesi. In una conversazione telefonica intercettata dagli inquirenti, parlando con un conoscente, è lo stesso Nucci a raccontare: «Sono andato a portare 50 euro ad un fidanzatino mio che sono già due giorni che mi chiede 20. Me mettono in galera guarda...non te dico quanti anni c'ha che te prende un colpo»

Almeno 3 minori nella rete di Nucci
Secondo l'accusa, che per Nucci ha già chiesto il giudizio immediato, l'uomo avrebbe adescato e poi avuto rapporti sessuali - in cambio di soldi e regali- con almeno tre minori residenti nella zona nord della capitale. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, che per le indagini si sono avvalsi anche di intercettazioni, l'indagato chiedeva ai minori foto e filmati espliciti, arrivando a minacciare i ragazzi di «raccontare tutto» ai genitori per convincerli a proseguire negli incontri. Nucci, si legge ancora nell'ordinanza, «ha avuto contatti recentissimi con minori nonché con numerosi altri ragazzi di sesso maschile non identificati, ma presumibilmente minorenni in relazione ai quali il pm riferisce essere necessarie ulteriori attività di indagine».

Forse il coinvolgimento di altri minori
Rispetto alla richiesta di giudizio immediato, il pm ha disposto ulteriori indagini per verificare il coinvolgimento di altri minori e di altri presunti pedofili. Per quanto riguarda la convalida del fermo e la decisione di tenere in carcere, a Regina Coeli, l'indagato, il giudice ha evidenziato il pericolo che Nucci possa fuggire. Riferendosi al cinquantaseienne, il magistrato scrive: «Fornisce indirizzi fittizi, tanto che la sua abitazione è stata individuata a mezzo georeferenziazione e attività di intercettazione», inoltre, aggiunge, «ha contatti con persone benestanti alle quali avrebbe potuto rivolgersi per organizzare la fuga». Ancora, motivando la sua decisione, il gip afferma: «I fatti, commessi con modalità particolarmente insidiose (volte a carpire la fiducia delle vittime per poi blandirle o anche ricattarle), sono estremamente gravi», e «sussiste concreto e attuale pericolo che l'indagato, se libero, possa commettere delitti della stessa specie».

Difensore: «Bipolare»
Il difensore di Nucci, l'avvocato Gianluca De Bonis, ha spiegato che il suo assistito è in cura da tempo per un forte disturbo bipolare «e non si rende conto fino in fondo della profonda illiceità dei fatti che gli vengono contestati». Secondo il legale Nucci quando era ragazzino «ha subito anche violenza sessuale quando era in orfanotrofio». E poi «non faceva neanche il pr ma l'intermediatore immobiliare».