21 settembre 2020
Aggiornato 16:30
Decine di famiglie rischiano lo sfratto

#Romanonsivende, la manifestazione è un ricordo ma l'emergenza casa continua

Il weekend è ormai alle spalle, ma in molti quartieri della Capitale ci sono ancora striscioni bianchi appesi ai balconi delle case popolari con la scritta rossa. La protesta non si fermerà.

ROMA - Alla manifestazione che si è svolta sabato 19 marzo hanno partecipato in 20mila. #Romanonsivende ha visto scendere in piazza movimenti per la casa, precari, maestre delle scuole comunali, cooperative sociali e comitati di quartiere. Tutti uniti contro «le privatizzazioni, la svendita del patrimonio pubblico, il taglio ai servizi sociali, gli sfratti e gli sgomberi» e soprattutto contro il Documento unico di programmazione (Dup) firmato dal commissario straordinario di Roma Capitale, Francesco Paolo Tronca.

#Romanonsivende
«Decide Roma, decide la città». Con questo slogan hanno manifestato in 20mila sabato scorso, per protestare contro le privatizzazioni, gli sgomberi, il taglio ai servizi sociali e la svendita del patrimonio comunale. C'erano precari e precarie, comitati di quartiere, cooperative sociali e i movimenti per la casa. Il corteo è stato scortato dalle forze dell'ordine, e mentre attraversava il centro di Roma un elicottero lo teneva sotto controllo dall'alto.

La protesta contro Tronca
Il weekend è ormai alle spalle, ma in molti quartieri della Capitale ci sono ancora gli striscioni bianchi appesi ai balconi delle case popolari con la scritta rossa #Romanonsivende. La manifestazione si conclusa sabato, ma la protesta contro il Dup (Documento unico di programmazione) firmato dal commissario Francesco Paolo Tronca continuerà. A Roma l'emergenza casa non è finita, è un vero e proprio allarme sociale. Centinaia di famiglie rischiano lo sfratto dopo aver pagato per anni un affitto maggiorato. Ma come è possibile?

L'emergenza casa a Roma continua
Da anni nella Capitale si è costruito sfruttando i vantaggi dell'edilizia in convezione: costruttori privati si sono avvalsi del denaro pubblico per costruire appartamenti destinati all'edilizia sociale, quelli per le fasce più povere della popolazione. Salvo poi rivenderle, o subaffittarle a prezzi maggiorati. Evidentemente qualcosa non ha funzionato, se oggi un vero e proprio esercito di famiglie ed inquilini si ritrova sotto sfratto. Solo pochi giorni fa, nel quartiere Borghesiana, decine di famiglie si sono barricate in casa per evitare l'intervento delle forze dell'ordine. Tra questi inquilini disperati c'era anche la signora Bruna, che ha pagato per anni un affitto maggiorato rispetto a quello dovuto per la sua casa «popolare» e ora che il marito ha perso il lavoro rischia di ritrovarsi in mezzo alla strada perché non riesce più a pagare 900 euro al mese per 70 mq. La manifestazione è alle nostre spalle, ma l'emergenza continua.