29 settembre 2020
Aggiornato 23:00
il blitz dell'operazione "vecchie glorie"

Furti e rapine a Roma, 24 criminali in arresto. Un gioielliere li aiutava a scegliere le vittime

A capo del gruppo criminale sgominato oggi nella Capitale c'era un ex della banda della Magliana

ROMA - I carabinieri di Roma stanno eseguendo misure cautelari contro persone accusate di aver compiuto violente rapine nelle abitazioni capitoline. A capo del gruppo criminale - da quanto emerge dall'inchiesta - c'è un ex della banda della Magliana.

24 persone indagate
Destinatari delle misure cautelari emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica, sono 24 persone, indagate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di efferate rapine, ma anche di furti, ricettazione, detenzione e porto in luogo pubblico e/o aperto al pubblico di armi da fuoco, uso di documenti e contrassegni identificativi di forze di polizia.

Un criminale di nome "Gnappa"
Il capo del sodalizio è Manlio Vitale, detto "Gnappa", personaggio di assoluto spessore nella geografia criminale della capitale, pluripregiudicato, già fondatore ed esponente di spicco della "Banda della Magliana", nella quale rivestiva il ruolo di referente per i quartieri Tor Marancia e Garbatella. Vitale aveva uno stretto legame con Maurizio Abbatino, dal quale era stato deputato ad intrattenere contatti con esponenti della 'ndrangheta calabrese e della camorra napoletana.

Il figlio gioielliere forniva informazioni sulle vittime da rapinare
L'indagine ha consentito di accertare che Vitale è in grado, ancora oggi, di aggregare intorno alla sua persona soggetti di notevole spessore delinquenziale, anche appartenenti ad altri gruppi criminali, in ragione della sua autorevolezza e della "fama criminale" che lo circonda, con evidenza connessa alla sua storica appartenenza alla "Banda della Magliana». Tra gli arrestati si segnala Danilo Vitale, figlio di Manlio, nonché il titolare di una gioielleria sita nel quartiere Prati, che forniva al Vitale padre informazioni dettagliate sui clienti benestanti da rapinare.

L'operazione "Vecchie Glorie"
L'intervento è stato effettuato in esecuzione di un'ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica di Roma - a conclusione dell'indagine denominata convenzionalmente "Vecchie Glorie" - condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Roma. Nel corso dell'operazione sono stati anche eseguiti decreti di sequestro anticipato - emessi dal Tribunale di Roma - Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura della Repubblica di Roma ai sensi degli artt. ex artt. 4, 16 e segg. D.lgs. 6 settembre 2011 n. 159 - di 4 appartamenti e 6 veicoli riconducibili a Vitale, nonché di un ulteriore appartamento riconducibile al sodale C. L., tutti fittiziamente intestati a prestanome.

Il furto e il sequestro presso l'abitazione di un medico all'Eur
Circa 200 carabinieri sono stati impegnati nell'operazione e nelle esecuzione degli arresti, perquisizioni e sequestri in tutta la provincia di Roma. L'indagine è stata avviata a seguito di un'efferata rapina commessa, agli inizi di ottobre 2014, nella villa di un medico residente nel quartiere Eur di Roma. In quella occasione due rapinatori, successivamente identificati nei pregiudicati C.L. e D.S.M., erano entrati nell'abitazione fingendo di essere poliziotti ed esibendo anche dei tesserini identificativi della Polizia di Stato. Dopo aver minacciato le vittime con una pistola, avevano quindi immobilizzato il medico, la moglie, la badante ed i due figli minori e, prima di legarli e rinchiuderli in uno sgabuzzino, si erano fatti consegnare oro, preziosi e contanti per un bottino di circa 200 mila euro.

Ecco come venivano scelte le vittime da rapinare
Nel corso delle indagini i carabinieri hanno poi accertato che i due rapinatori appartenevano ad una "batteria", composta da numerosi soggetti, tutti agenti sotto la guida criminale del Vitale. Sono stati raccolti dagli investigatori elementi per porre in relazione a 9 episodi delittuosi commessi dalla banda, operando anche degli arresti in flagranza di reato durante l'attività investigativa. Vitale, usufruendo dei contatti "qualificati" su cui poteva contare, acquisiva informazioni dettagliate sulle potenziali vittime da rapinare, tutte persone abbienti e vulnerabili, come ad esempio donne che vivevano da sole o persone anziane, oppure famiglie con figli piccoli.

Vari soggetti criminali della città partecipavano alle rapine
Individuata la vittima, forniva le notizie fondamentali per compiere i delitti, demandandone poi l'organizzazione e l'esecuzione ad un suo fedelissimo collaboratore, legato a lui sin dai tempi della "Banda della Magliana", ossia Rodolfo Fusco, con precedenti del quartiere Tor Marancia come il Vitale. Fusco si avvaleva di vari soggetti criminali della Città per la pianificazione e l'esecuzione materiale delle rapine e dei furti. Tutti i componenti riconoscevano, in maniera indiscussa, Manlio Vitale quale capo del loro gruppo criminale. Le armi dell'associazione erano custodite da una coppia di incensurati che abitavano nella stessa palazzina di uno degli esecutori materiali delle rapine, D. S., con precedenti, 55enne di Tor Bella Monaca. Dette armi, in più occasioni, risultano essere state fornite dal titolare di una palestra sita nel quartiere Prati di Roma, P.A., classe '73, con precedenti per reati contro il patrimonio e traffico di droga.