26 agosto 2019
Aggiornato 07:30
Arrestato a Campobasso

Terrorismo, Procura: «Somalo attendeva solo ordini»

Secondo la Procura non ci sarebbero dubbi: il giovane cittadino somalo arrestato nei giorni scorsi in un struttura di accoglienza per richiedenti asilo «Happy Family» di Campomarino (Campobasso) si sarebbe trattenuto in attesa di ordini dall'alto

ROMA - «Si tratta di un soggetto estremamente veemente e anche abbastanza pronto ad affrontare dei rischi. Tuttavia non è sicuramente un tipo non controllato, non è un pazzoide: fino ad adesso si è trattenuto in attesa di sviluppi, ha atteso degli ordini dall'alto, aspettava solo quelli. Avrebbe proceduto se avesse avuto degli ordini dall'alto». Queste le parole del procuratore di Campobasso Armando D'Alterio all'ANSA parlando del giovane arrestato ieri a Campomarino (Campobasso) per terrorismo.

Programmava un attentato
E' sospettato di istigazione a commettere delitti con finalità di terrorismo. I poliziotti della Digos di Campobasso hanno arrestato un imam, nel capoluogo molisano, che nei suoi sermoni esaltava gli attentati terroristici di Parigi, e il martirio della Jihad, indicando anche come bersaglio di un prossimo attacco una stazione ferroviaria di Roma. L'uomo, un cittadino somalo, richiedente asilo, secondo la polizia avrebbe istigato più volte gli ospiti della struttura di accoglienza per richiedenti asilo «Happy Family» di Campomarino, a mettere in atto azioni violente, da realizzare nell'ambito della Jihad islamica, sfruttando il suo ruolo di imam. E avrebbe divulgato l'attività terroristica, guardando e facendo guardare ad altri immagini e filmati cruenti di azioni riferibili alle organizzazioni islamiche estremiste, elogiandole.

I video degli attentati
Gli agenti lo hanno filmato mentre nella sua stanza guardava sul cellulare le immagini di attentati. Il telefono è stato sequestrato. L'uomo avrebbe inoltre spinto gli altri ospiti a seguirlo, a lasciare il centro di accoglienza, e ad andare con lui in Siria per arruolarsi, e, in un secondo momento, rientrare in Italia e mettere in atto un attentato.