16 dicembre 2019
Aggiornato 02:30
i killer si accusano a vicenda

Omicidio Varani, durante l'interrogatorio è scontro di versioni

Manuel Fosso accusa l'amico e complice Marco Prato, affermando che: "Marco ha dato il colpo finale", ma l'altro ribatte: "Non sono stato io"

Omicidio Varani, i killer si accusano a vicenda.
Omicidio Varani, i killer si accusano a vicenda. Shutterstock

ROMA - Omicidio volontario aggravato dalle sevizie e dalla crudeltà. Con questa accusa è stata emessa ieri a tarda sera un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Manuel Foffo e Marco Prato, i due giovani accusati dell'omicidio di Luca Varani, avvenuto venerdì scorso a Roma. Il gip, Riccardo Amoroso, non ha riconosciuto l'aggravante della premeditazione per la quale, i due, detenuti nel carcere di Regina Coeli, restano indagati. Durante l'interrogatorio i due killer hanno confessato l'omicidio, ma le versioni non coincidono.

L'interrogatorio a Regina Coeli
Ieri, nel carcere di Regina Coeli, è stata la giornata degli interrogatori. I due universitari arrestati per la morte del 23enne Luca Varani sono stati interrogati dal gip Riccardo Amoroso, che ha successivamente convalidato i fermi ma - per ora - senza l'aggravante della premeditazione. La vittima è stata  torturata e massacrata a coltellate e colpi di martello, dopo essere stata attirata nella trappola con la proposta di un festino a base di alcool e cocaina in un appartamento al Collatino, periferia est della Capitale.

I killer si accusano l'un l'altro
Ma le versioni dei due killer non coincidono e si accusano a vicenda. Manuel Fosso accusa l'amico e complice Marco Prato, affermando che: "Marco ha dato il colpo finale", ma l'altro ribatte: "Non sono stato io». E i rispettivi legali fanno a gara per sostenere le ragioni dell'uno o dell'altro. Quello che al momento è stato accertato, è la volontà congiunta di "uccidere per vedere l'effetto che fa": entrambi hanno deciso di drogare Varani per stordirlo una volta entrato nell'appartamento, e poi di tagliargli la gola per impedirgli di gridare.

L'appello del Garante della privacy
Sul caso dell'omicidio di Luca Varani, il giovane torturato e ucciso a Roma, arriva ora anche l'appello del Garante della privacy ai media: «Occorre sobrietà». "In riferimento all'omicidio di Luca Varani, si è riscontrato nelle cronache giornalistiche di questi giorni un eccesso di particolari riguardanti la vita sessuale e familiare dei soggetti coinvolti (compreso il rapporto di filiazione della vittima), che colpisce nei propri sentimenti e affetti le rispettive famiglie", sottolinea l'Autorità in una nota, aggiungendo: «Il Garante per la protezione dei dati personali rivolge un appello a tutti i media affinché, nell'esercizio del legittimo diritto di cronaca riguardo ad un fatto di sicuro interesse pubblico, mantengano sobrietà, responsabilità e sensibilità ed evitino accanimenti informativi sul caso, astenendosi dal riportare dettagli eccessivi e limitandosi a profili di stretta essenzialità». Noi ne prendiamo atto e ci limitiamo a riportare i fatti essenziali.