29 gennaio 2020
Aggiornato 09:00
L'assassinio nella mattina di giovedì

Duplice omicidio a Palermo, fermati i vicini: due coniugi insospettabili

Sembrava una vera e propria esecuzione di tipo mafioso, quella consumatasi nel quartiere palermitano di Falsomiele. Dietro all'omicidio di Vincenzo Bontà e Giuseppe Vela non c'è Cosa Nostra, ma la mano di due vicini di casa

Arrestata coppia di vicini per duplice omicidio a Palermo
Arrestata coppia di vicini per duplice omicidio a Palermo Shutterstock

PALERMO - Non c'entrerebbe nulla la mafia dietro il duplice omicidio avvenuto ieri mattina nel quartiere palermitano Falsomiele. Nella notte gli uomini della Squadra Mobile hanno fermato, infatti, una coppia di coniugi residenti poco distante dal luogo dell'omicidio. Sarebbero loro ad aver ammazzato i vicini di casa. 

Videosorveglianza e testimone
Ad incastrare i due coniugi, già da ieri pomeriggio negli uffici della Mobile con pesanti sospetti, sono state le immagini di videosorveglianza della zona in cui è avvenuto il duplice omicidio. Nei video si vedrebbe, infatti, l'auto della coppia passare sul luogo del delitto, per farvi ritorno pochi minuti dopo. Ma non solo le immagini della videosorveglianza: a contribuire al quadro d'accusa contro i due ci sarebbe anche il racconto di un testimone oculare. 

Ragioni di vicinato?
Niente Cosa nostra ad armare gli assassini che nella mattina di ieri hanno ucciso a colpi di pistola Vicenzo Bontà, genero del boss Giovanni Bontade, e Giuseppe Vela, factotum di Bontà. I due coniugi finiti in manette, che hanno sempre respinto l'accusa, hanno 52 e 45 anni, e una spiccata passione per le armi. Cosa ci sarebbe alla base di quella che è apparsa come una vera e propria esecuzione? Diverse le piste seguite dagli inquirenti in queste ore. Tra le più accreditate, però, quella legata a ragioni di vicinato, dal momento che i terreni della vittima confinavano con quelli dei presunti assassini.