20 luglio 2019
Aggiornato 18:00
Roma accoglie il Santo di Pietralcina

Folla di fedeli per padre Pio, domani processione in Vaticano

Monsignor Fisichella ricorda l'attenzione del Papa anche per san Leopoldo, a Roma insieme a San Pio

CITTA' DEL VATICANO - Grande emozione e commozione tra i fedeli nella basilica romana di San Lorenzo fuori le Mura dove ieri pomeriggio sono arrivate le spoglie San Pio da Pietrelcina e San Leopoldo Mandic, provenienti rispettivamente da San Giovanni Rotondo e da Padova, in occasione del Giubileo della Misericordia. Questa sera la traslazione nella chiesa di San Salvatore in Lauro. Nel pomeriggio di domani le spoglie dei due santi saranno accompagnate processionalmente dalla parrocchia di San Salvatore in Lauro nella basilica di San Pietro in Vaticano, alle 16, con una processione trsmessa anche dal Centro televisivo vaticano.

L'udienza speciale del Papa
Proprio per questa occasione, sabato alle 10 in Piazza San Pietro, Papa Francesco concederà un'udienza speciale agli aderenti dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio e ai dipendenti della Casa Sollievo della Sofferenza. «Siamo alla vigilia di una processione molto importante in cui le reliquie di Padre Leopoldo e Padre Pio verranno domani trasportate solennemente nella Basilica di San Pietro», ha detto oggi ai microfoni di Radio vaticana mons. Rino Fisichella. «Il Papa ha fatto accenno anche a quello, ricordando la sua profonda devozione in particolare anche per padre Leopoldo», ha sottolineato il delegato pontificio per l'anno santo della misericordia. «Il Papa vuole dare un grande esempio con questi due santi confessori ai sacerdoti di tutto il mondo, perché riscoprano il grande valore che, nella vita di fede e soprattutto nella vita di tanti cristiani, possiede il Sacramento della Riconciliazione, perché venga celebrato con una accoglienza profonda e con un senso di grande misericordia».

San Leopoldo
Se tutti i riflettori sono accesi infatti su padre Pio, non meno significativa, per il Papa, è la figura di san Leopoldo (1866-1942), beatificato nel 1976 da Paolo VI e canonizzato da Giovani Paolo II. Confessava anche 12, 13 ore al giorno. Davanti al suo confessionale c'era la fila dei penitenti. «Per i suoi superiori», ha scritto negli anni scorsi Stefania Falasca sulla rivista 30 Giorni, «non poteva fare altro: statura un metro e trentotto, costituzione debolissima, stentato e un po' goffo nel camminare... Fisicamente era un nulla e per di più anche impacciato nella lingua poiché aveva lo 'sdrùcciolo', cioè mangiava le parole, e questo difetto si sentiva soprattutto quando pregava o doveva ripetere le formule a memoria, tanto che in pubblico non poteva dire neanche un 'oremus'. Cosa non da poco in un ordine di predicatori qual è quello dei Cappuccini». Ep oiché assolveva tutti, «cominciarono così le critiche per la larghezza con cui trattava i penitenti, anche i più recidivi nella colpa, per la generosità del perdono. Lo rimproveravano di essere troppo sbrigativo contentandosi persino di sommaria accusa, tanto da tacciarlo di lassismo di principi morali. Ai chierici venne perciò sconsigliato apertamente di confessarsi da lui. Le critiche giunsero all'orecchio del piccolo frate e un giorno un sacerdote gli disse: 'Padre, ma lei è troppo buono... ne renderà conto al Signore!... Non teme che Iddio le chieda ragione di eccessiva larghezza?'. E padre Leopoldo indicando il crocifisso: 'Ci ha dato l'esempio Lui! Non siamo stati noi a morire per le anime, ma ha sparso Lui il Suo sangue divino. Dobbiamo quindi trattare le anime come ci ha insegnato Lui col Suo esempio. Perché dovremmo noi umiliare maggiormente le anime che vengono a prostrarsi ai nostri piedi? Non sono già abbastanza umiliate? Ha forse Gesù umiliato il pubblicano, l'adultera, la Maddalena?'. E allargando le braccia aggiunse: «E se il Signore mi rimproverasse di troppa larghezza potrei dirgli: 'Paron benedeto, questo cattivo esempio me l'avete dato voi, morendo sulla croce per le anime, mosso dalla vostra divina carita"». Episodio più volte raccontato - senza citare il nome - da Papa Francesco, il Papa del giubileo della misericordia.

(con fonte Askanews)