11 luglio 2020
Aggiornato 02:00
Usb tra promotori della manifestazione

In piazza contro la guerra

10mila persone manifestano a Roma e a Milano per dire basta ai conflitti. L'Unione Sindacale di Base spiega la posizione del sindacato: «Opposizione, senza se e senza ma, ad ogni ipotesi di intervento militare»

ROMA - In 10mila in piazza sabato pomeriggio a Roma e Milano per la giornata di mobilitazione nazionale contro la guerra indetta oggi, 16 gennaio, nel 25° anniversario dei bombardamenti in Iraq, dalla piattaforma sociale Eurostop. I due cortei sono stati aperti dallo striscione «Se 25 anni di guerra vi sembrano pochi - Basta guerra», ed hanno sfilato per il centro delle due città nonostante il freddo.

Usb: contro intervento militare
L'Unione Sindacale di Base è fra i promotori della giornata a cui hanno preso parte delegati sindacali, lavoratori pubblici e privati, senza casa, precari, migranti e pensionati. «Vogliamo ribadire la netta opposizione, senza se e senza ma - si spiega in una nota - ad ogni ipotesi di intervento militare, sia esso in Medio Oriente, alle porte dell'Europa o in Africa».

La paura del terrorismo
Perché «guerra e austerity sono due facce della stessa medaglia, come dimostrano le scelte dell'Unione Europea che ha deciso di togliere le spese aggiuntive per la guerra dai vincoli di bilancio, mentre tali vincoli continuano ad essere validi per tagliare servizi sociali, istruzione, sanità insieme a salari e pensioni». «Perché con la paura del terrorismo si giustifica la restrizione delle libertà individuali e collettive, dal diritto di scioperare e manifestare a quello di circolazione e di espressione», si legge ancora.

Riprendersi la democrazia
«Perché lottare contro la guerra significa lottare per riprendersi la democrazia, i diritti del lavoro e riconquistare lo stato sociale, che vengono tagliati a favore dei profitti e delle risorse per le borse e gli speculatori finanziari». E la lotta «per l'USB non si limiterà a questa prima partecipata giornata di mobilitazione, ma proseguirà incessantemente, nei territori, nei luoghi di lavoro, nelle piazze d'Italia e d'Europa».

(con fonte Askanews)