25 febbraio 2020
Aggiornato 00:30
parla il prefetto

Giubileo, Gabrielli: «Allarme terrorismo? Sono preoccupato il giusto»

Secondo il prefetto di Roma il rischio zero non esiste, ma l'intelligence sta facendo il massimo

ROMA - Manca meno di un mese al Giubileo, grande evento che sarà al centro dell'attenzione mondiale. Il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, commissario straordinario per il Giubileo in una intervista su Famiglia Cristiana si dice «preoccupato il giusto. Ma non particolarmente allarmato. Viviamo in un'epoca segnata dalla minaccia globale. I servizi, però, fin qui non hanno segnalato nessun rischio specifico. Lo so che neppure i francesi e i danesi hanno avuto avvisaglie di quel che poi è successo lo scorso gennaio, a Parigi, e a febbraio, a Copenaghen. Il rischio zero non esiste. Le assicuro, però, che l'Italia sta facendo il massimo circa intelligence e prevenzione».

Gabrielli: Con Tronca lavoreremo bene insieme
Quanto ai rapporti con il prefetto Paolo Tronca, commissario di Roma, Gabrielli ricorda le ore passate a lavorare insieme all'epoca del naufragio della Concordia, quando Gabrielli era a capo della Protezione Civile e Tronca del Dipartimento nazionale dei Vigili del fuoco: «è stato un compagno di strada in tante sfide, leale e affidabile. Lavoreremo bene insieme», dice Gabrielli. Il Governo ha annunciato di voler mettere i soldi: 200 milioni per il 2015, altrettanti se non di più nel 2016: «qualora dovessero arrivare - spiega Gabrielli - le priorità sono note e ben definite: trasporti e viabilità, ambiente, politiche sociali».

Il Giubileo
«Che io sia commissario straordinario per il Giubileo è una leggenda - precisa poi Gabrielli - Il 4 settembre scorso, il Governo ha deciso per decreto che, in vista dell'Anno Santo, io debba coordinare il lavoro altrui: quello del Comune, quello della città metropolitana, quello della Regione più, ovviamente, quello della Prefettura. Non ho super poteri. Semmai ho soltanto super rogne. Così come non ho un tesoretto cui attingere. Il decreto mi ha assegnato 8 mila euro quest'anno e 92 mila euro l'anno prossimo per pagare gli straordinari al mio staff». "Ci siamo preparati a far fronte all'arrivo di 20 milioni di persone, tra turisti e pellegrini, anche se realisticamente credo che il flusso giornaliero sarà di 30 mila unità, il che significa, in un anno, meno di 11 milioni di uomini, donne e bambini».

Il nodo dei trasporti
Ovvio il pensiero al nodo dei trasporti, punto debole della Capitale: «stiamo incrementando le corse dei treni in superficie: uno ogni sette minuti. Stiamo anche attrezzando parcheggi in periferia per 782 pullman in modo da non congestionare il centro. L'arrivo di nuovi mezzi pubblici e la ridefinizione di certi percorsi dovrebbe anche aumentare la velocità media che oggi è di 12 chilometri l'ora». Però, ammette Gabrielli, "bisogna tener conto dei limiti strutturali. La conformazione della città, innanzitutto. Poi il fatto che Roma conta 2,8 milioni di abitanti e che ogni giorno accoglie 1 milione di pendolari. E ancora: l'esiguità di corsie preferenziali».

La città non sarà blindata
Di certo la città non sarà blindata: «d'intesa con gli organi competenti, in primo luogo con il questore, farò in modo che la sicurezza oltre che reale sia anche percepita. Dunque: più divise per le strade. Avremo a disposizione rinforzi: mille militari e mille tra carabinieri, poliziotti e finanzieri». E l'Anno Santo non sarà una 'grana' in più ma «un'opportunità per far mettere l'abito buono a una città splendida. E unica al mondo. È il primo grande evento in tempo di pauperismo spinto, gestito senza legge speciale: procediamo con la fatica, ma anche con la bellezza che comporta il voler essere un Paese normale. Benedetto Giubileo». (Fonte Askanews)