La proposta del presidente della regione lazio

Immigrazione, Zingaretti: «Esenzione dal ticket sanitario per gli immigrati»

La Regione Lazio è in prima linea nell'accoglienza dei migranti

ROMA - Istituire un codice unico nazionale di esenzione dal ticket sanitario che possa valere per il periodo necessario al riconoscimento della protezione per un immigrato. L'idea è del presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, che in audizione dinanzi alla Commissione parlamentare di inchiesta migranti oggi ha fatto il punto sulla situazione nel Lazio ed ha lanciato questa proposta accolta dal presidente della Commissione, Gennaro Migliore, con interesse.

La proposta di Zingaretti
Un'analisi lunga e dettagliata quella di Zingaretti che, premesso l'impegno della regione nell'affrontare anche in futuro «l'emergenza umanitaria facendoci pienamente carico delle nostra responsabilità, anche per quanto riguarda le nuove assegnazioni», ha snocciolato i numeri dell'accoglienza nel Lazio. «E' una delle regioni su cui impatta di più l'arrivo di migranti nel nostro Paese» ha ricordato attraverso gli ultimi dati ufficiali forniti dalle Prefetture e rilasciati dal Ministero dell'Interno, il 2 settembre scorso: 8368 migranti, tra questi, 2894 in strutture temporanee, 4592 nella rete SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), 882 nel CARA di Castelnuovo di Porto.

La Regione sta affrontando un impegno consistente
«E' in corso - ha detto ancora - una ulteriore assegnazione di 879 migranti nel Lazio nel quadro del nuovo bando per l'accoglienza di altri 10mila stranieri sul territorio nazionale». Come spiegato dal governatore - numeri alla mano - a  Roma i migranti assegnati sono 639, a Frosinone 79, a Latina 87, a Viterbo 50 e a Rieti 25. «Per quanto riguarda la rete SPRAR - ha aggiunto - nel Lazio al 16 settembre 2015 abbiamo 19 strutture di accoglienza nella provincia di Roma; per un totale di 13 Comuni coinvolti; 8 strutture nella provincia di Frosinone, su altrettanti Comuni; 6 nella provincia di Latina, di cui una nel capoluogo e le altre in altri 5 Comuni; 10 nella Provincia di Rieti, di cui due nel capoluogo. A queste strutture vanno inoltre aggiunte le 113 della rete dei centri di accoglienza previsti dal Piano del Ministero dell'Interno». Dunque «un impegno consistente» ha detto, affrontando poi il nodo dell'assistenza sanitaria.

Nel Lazio non ci sono allerte epidemiologiche
«Il Lazio è tra le Regioni italiane più attente, sia per numero di interventi normativi effettuati, sia per tempestività, innovazione, continuità e coerenza degli atti nel tempo - ha spiegato - abbiamo lavorato per garantire l'effettivo godimento del diritto alla salute, con particolare riferimento ai minori, alla maternità, ai portatori di handicap e agli anziani». Altro aspetto messo in luce, sempre sul fronte sanitario, il modello operativo messo a punto dalla Direzione Salute che ha previsto «modalità precise di presa in carico dei pazienti in caso di sospetta malattia infettiva diffusiva, come ad esempio la TB polmonare o la malaria. A questo proposito, occorre sottolineare - anche in relazione ad alcune campagne allarmistiche lanciate in questi mesi - che dai dati epidemiologici nazionali e, nello specifico, da quelli relativi alle attività sanitarie svolte all'interno degli edifici occupati, non sono state rilevate situazioni epidemiologiche di allerta, a parte la presenza di numerosi casi di scabbia. Anche su questo particolare problema, è stato predisposto uno specifico protocollo operativo. Infine l'assistenza ai minori» ha concluso. (Fonte Askanews)