15 dicembre 2019
Aggiornato 00:00
'Ora progetto collettivo, senza egoismi'

Zingaretti non si ricandiderà alla corsa al Campidoglio

Era la sera del 16 luglio del 2012, a Roma, in piazza San Cosimato a Trastevere, Nicola Zingaretti annunciò la sua candidatura a sindaco di Roma. Uno scenario pronto a ripetersi?

ROMA - Era la sera del 16 luglio del 2012, a Roma, in piazza San Cosimato a Trastevere, Nicola Zingaretti annunciò la sua candidatura a sindaco di Roma. Son passati oltre 3 anni ed oggi Zingaretti è al comando della giunta regionale del Lazio e al Campidoglio non pensa più. La crisi di Palazzo Senatorio culminata con le dimissioni di Ignazio Marino hanno dato il via al toto-candidati e l'attuale presidente della Regione non poteva non esser tirato in ballo ma quest'oggi ha frenato i rumors: non si candiderà alla corsa al Campidoglio.

Una volta nella vita
«Penso che queste scelte si facciano una volta nella vita - ha chiarito - io l'ho già fatta e credo che ora sia giusto che parta un processo di ricostruzione di una proposta di governo e il mio contributo sarà quello di dimostrare che quando vinciamo governiamo bene. In questi mesi sono stato poco dietro la polemica politica, i comunicati e l'apparire perché - ha tenuto a sottolineare - credo che il mio compito sia dimostrare che una delle regioni più complicate dal punto di vista di governo potesse diventare un modello di buon governo per l'Italia. Il contributo che io posso dare e darò al mio campo di forze sarà questo: dimostrare che si può governare meglio aiutando a cambiare la vita dei cittadini. Questo è e sarà il mio contributo alla fase che si sta aprendo».

Umiltà e coraggio
Passaggio fondamentale per Zingaretti sono le primarie e decisivo ora per il PD è darsi da fare. «Con umiltà e coraggio - ha detto il governatore - dobbiamo rimboccarci le maniche adesso, mettere in campo delle idee, mettere in campo una alleanza utile per vincere ancora» lasciando da parte le «tante polemiche anche molto dure» e ricordando che «dobbiamo difendere non tanto i nostri destini personali ma i valori in cui crediamo e dobbiamo ricordarci che in fondo c'è in gioco la vita e il destino di milioni di cittadini. Questa è l'unica cosa che conta». «Dobbiamo far parlare Roma: rimettere in campo le tante energie che ci sono, nelle strade, nelle piazze, nei quartieri, anche quelle della politica». «Penso ai tanti eletti, ai consiglieri, ai presidenti dei Municipi, molti dei quali sono i depositari e i custodi di rapporti di massa profondi con la città, ma anche i deputati, i senatori del centrosinistra e mi permetto di dire tutti in campo - ha aggiunto - senza egoismi, per ricostruire un punto di vista innovatore e in grado di ricatturare la fiducia di questa città. Da questo campo di forze ora ci si aspetta soprattutto questo, una assunzione di responsabilità per preparare un progetto collettivo che possa riproporsi alle elezioni amministrative del 2016. Non c'è molto tempo ma c'è il tempo per lavorare seriamente, quindi è ora di ricominciare» ha concluso Zingaretti.

(Con fonte Askanews)