31 ottobre 2020
Aggiornato 20:30
Strage di San Germano

Esplosione di San Germano: due i condannati

Sono stati condannati per aver causato l'esplosione alla Sagra del pesce e del cinghiale nel 2010 causando 5 morti Enrico Pizzo e Giovanni Marchiori. Fu la loro condotta a determinare il disastro

VERCELLI - Sono Enrico Pizzo e Giovanni Marchiori i responsabili dei cinque morti alla sagra di San Germano. L’esplosione della bombola di gpl del 26 giugno 2010 alla Sagra del pesce e del cinghiale è stata causata dalla loro condotta. E' questa la conclusione della requisitoria con cui il pm Pier Luigi Pianta ieri ha chiesto 4 anni e mezzo per Pizzo e tre anni per Marchiori, confermando le accuse di omicidio colposo e lesioni gravissime. Chiesti tre anni anche per Tiziano Sacchetto, il vigile urbano per lui l’accusa è di falso; presentò infatti una seconda documentazione per l’autorizzazione della festa. Chiesta l’assoluzione invece per il comandante dei vigili Maurizio Guerrini e per Maria Grazia Bonifacio, la presidente della Pro loco.

Una condotta approssimativa e poco attenta
A determinare la tragedia è stata «l’organizzazione della sagra approssimativa e poco attenta». Solo la condotta di due imputati su cinque è però da condannare. Secondo il pubblico ministero ad essere responsabili della morte di Gian Carla Govoni, Maria Luisa Piccoli, Lina Bazzano e Tiziano Bertoncello sono Enrico Pizzo e Giovanni Marchiori. Il primo è il gestore del distributore di carburante di Santhià dove venne ricaricata in maniera non corretta la bombola che causò l’esplosione. Dalla bombola è uscito il gpl che, senza dare nessun segnale, si è sparso nella cucina della sagra fino a quando una scintilla non ha provocato l’esplosione.

Si è evitata per un soffio la strage
Una tragedia che poteva diventare anche una strage se l'esplosione fosse avvenuta la sera con la festa in corso. L'inchiesta ha attraversato un percorso intricato in cui si è escluso prima il dolo e poi, grazie alle consulenze, si sono appurate le cause che portarono la cucina della sagra a trasformarsi in un inferno.