21 settembre 2019
Aggiornato 06:30
Parla l'assessore alla legalità

Legalità, Sabella: Roma non è mafiosa, ma corrotta

Da Tangentopoli ad oggi, secondo l'assessore Sabella, non ci sarebbe stata una soluzione di continuità nell'importo complessivo delle mazzette, «la differenza è che si sono spostate dalla politica all'amministrazione e sono diventate tante di più»

ROMA - «Roma non è una città mafiosa, ma una città corrotta. A Roma la corruzione è un fenomeno su cui si è fatto tanto, ma ancora troppo poco». Lo ha constatato l'assessore capitolino alla Legalità Alfonso Sabella inaugurando in Aula Giulio Cesare la Giornata cittadina della Legalità e della trasparenza.

Dalla politica alla PA
«Da tangentopoli ad oggi - ha sottolineato Sabella - tutta questa soluzione di continuità non l'ho vista. Non ho visto soluzioni di continuità nell'importo complessivo delle mazzette, nel senso che è rimasto più o meno tale e quale in Italia. La differenza è che si sono spostate dalla politica all'amministrazione e sono diventate tante di più».

Corrompere è conveniente, invertire la tendenza
È per questo fondamentale, secondo Sabella, «affinare le possibilità di rendere più complicata la vita ai criminali. Questo è quello che dobbiamo fare come amministrazione». In Italia sono stati rilevati tre miliardi di euro di danni erariali non causata da corruzione, ma da illegittimità degli atti, ha rilevato l'assessore nel suo intervento. Per questo, «andare a costruire meccanismi che permettono alla illegalità di infiltrarsi è quanto di peggio possa fare un'amministrazione», ha sottolineato. «Dobbiamo fare in modo che corrompere e farsi corrompere in questo Paese non sia conveniente - ha concluso Sabella -. Oggi ancora, purtroppo, lo è considerando il rischio limitato che si corre».

(con fonte Askanews)