27 luglio 2021
Aggiornato 01:30
I due governatori leghisti sulle critiche della CEI all'ONU

Immigrazione, Maroni e Zaia stanno con Bagnasco

Il presidente lombardo e il governatore veneto si sono dichiarati d'accordo sulle critiche avanzate dal cardinal Bagnasco all'Onu, a proposito della gestione del problema migratorio

MILANO (askanews) - «Condivido le parole pronunciate dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, che denuncia (come faccio io da tempo) l'incapacità dell'Onu e della comunità internazionale di affrontare con decisione la questione immigrazione: 'Mi chiedo se questi organismi internazionali, come l'Onu, in modo particolare, che raccoglie il potere politico, ma sicuramente anche il potere finanziario, hanno mai affrontato in modo serio e deciso questa tragedia umana. E' una vergogna, certamente, per tutta la coscienza del mondo, ma puo' essere e deve essere anche una sfida da affrontare con serieta"». Lo scrive sul suo profilo Facebook il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, ribadendo quali sono a suo avviso i passi necessari da fare per affrontare seriamente la questione immigrazione.

Zaia: Condivido ogni sillaba pronunciata oggi dal Cardinale
Sulla stessa linea, il governatore del Veneto Luca Zaia, che ha affermato: «Condivido ogni sillaba pronunciata oggi dal Cardinale Bagnasco». «Ha ragione Bagnasco quando dice che l'Onu è assente rispetto al drammatico quadro libico e ai fenomeni migratori che continuano a generare tragedie nel Mediterraneo; ha ragione il Cardinale a denunciare l'assurdità, l'infingardaggine e la cinica ipocrisia di tanti Paesi membri dell'Onu e di una Ue incapace di affrontare, se non di risolvere, i problemi storici e i fenomeni planetari che investono il mondo e l'Europa»«Una Ue - attacca Zaia - inutile e caotica, al pari del Governo italiano, di fronte a una situazione epocale, ma pervicacemente occhiuta quando si tratta di misurare le dimensioni di una rete da pesca o decidere che può esistere un formaggio senza latte».
«Mi auguro - conclude Zaia - che la voce dell'alta cattedra morale giunga diretta e forte alle orecchie dei responsabili tutti delle Nazioni Unite e dell'Europa, che ergono muri e lasciano sola l'Italia, e provochi un sussulto che si trasformi in una seria, concreta, davvero umanitaria azione internazionale per assistere come si deve i veri profughi e combattere l'orrendo mercato di esseri umani che il terrorismo e la criminalità stanno alimentando con brutalità».

Le parole di Bagnasco
Il cardinale, presidente della Cei e arcivescovo di Genova,è infatti intervenuto sul dibattito in tema di immigrazione e accoglienza, definendo quella che sta avvenendo una «emergenza umanitaria, una tragedia dell'uomo». Il porporato, dopo aver fatto visita ai profughi ospiti a Genova, ha sottolineato: «Quando vediamo centinaia, migliaia di persone, esseri umani, uomini, donne, bambini che affrontano i viaggi della morte per arrivare in Paesi lontani dal proprio, per i motivi che ben sappiamo, non possiamo non concludere che questo problema è un'emergenza veramente umanitaria, una tragedia dell'uomo»«Questo fatto - ha aggiunto Bagnasco in una dichiarazione rilasciata alla televisione della Diocesi di Genova, Il Cittadino Tv - non fa onore alla nostra civiltà, in modo particolare a quella occidentale. È l'Occidente in modo speciale che attraverso i suoi organismi di carattere non soltanto europeo, ma a livello internazionale e mondiale, deve affrontare seriamente e trovare vie di soluzione efficaci a questa tragedia immane, a queste persone che fuggono dai loro Paesi per guerra, violenza, carestia e cercano un futuro migliore». Poi la condanna del numero uno della Cei: «Mi chiedo se questi organismi internazionali, come l'Onu, in modo particolare, che raccoglie il potere politico, ma sicuramente anche il potere finanziario, hanno mai affrontato in modo serio e deciso questa tragedia umana. È una vergogna, certamente, per tutta la coscienza del mondo, ma può essere e deve essere anche una sfida da affrontare con serietà». Bagnasco ha infine ricordato l'impegno della Chiesa italiana sul tema dell'immigrazione. «Anche a Genova cerchiamo di fare questo, ultimamente con questa accoglienza nel Seminario, se pur un'accoglienza temporanea, anche con l'aiuto e col contributo dell'otto per mille che è dovuto alla generosità di tanti italiani che firmano per la Chiesa Cattolica». Infine l'auspicio affinchè ci sia per tutti «un futuro migliore» e «un'integrazione responsabile, che tutti desideriamo nel segno della giustizia, nel segno della sicurezza e nel segno della collaborazione».