4 agosto 2020
Aggiornato 22:00
Caudo e Sabella sui prezzi massimi di cessione

La giungla dei canoni di locazione

In una nota gli assessori alla trasformazione urbana e alla legalità, rispettivamente Giovanni Caudo e Alfonso Sabella, comunicano che verranno ripristinati i controlli e le verifiche a vantaggio dei cittadini

ROMA (askanews) - «Sull'applicazione dei prezzi massimi di cessione e dei canoni di locazione abbiamo trovato una giungla e una situazione in cui i cittadini sono stati abbandonati al loro destino. Oggi, abbiamo ripristinato controlli e verifiche a vantaggio dei cittadini come è previsto che debba fare l'amministrazione comunale a difesa di investimenti pubblici e dei romani che hanno diritto a una casa a prezzi moderati, e che pertanto sconti il contributo pagato dal pubblico per la costruzione». Lo comunicano in una nota gli assessori alla trasformazione urbana e alla legalità, rispettivamente Giovanni Caudo e Alfonso Sabella.

La questione dei prezzi massimi di cessione
Gli assessori spiegano: «Tra novembre 2013 e l'inizio del 2014 abbiamo notificato a cooperative e imprese le tabelle da applicare con i prezzi massimi di cessione. Alcuni operatori hanno contestato quello che per l'amministrazione era un dovere anche se non era stato fatto prima. Lo scorso marzo il TAR ci ha dato ragione e, dal 19 giugno, abbiamo riscritto a tutti gli operatori, inviando 107 lettere. Con queste chiediamo di documentare l'applicazione dei prezzi massimi di cessione secondo le tabelle del comune. Gli operatori hanno 30 giorni di tempo per regolarizzare la loro posizione, se non lo faranno si applicheranno le sanzioni previste dall'art. 14 della convenzione di cui alla delibera 173/2005 che arrivano fino alla nullità degli atti, nella parte eccedente, dei contratti di vendita e locazione».

Verso la soluzione delle convenzioni?
«I cittadini del mondo dell'edilizia sociale, cooperative e imprese - concludono Sabella e Caudo - avranno ora una situazione chiara e di maggiore garanzia quando comprano o affittano una casa nei quartieri della 167. Abbiamo anche denunciato alla Procura della Repubblica, sulla base di segnalazioni arrivate dai cittadini, alcune vicende e presunti comportamenti dubbi o irregolari. In attesa della definizione delle indagini e del pronunciamento definitivo del Consiglio di Stato abbiamo interessato l'Avvocatura Capitolina per verificare se si possa immediatamente procedere con la risoluzione delle convenzioni per inadempimento contrattuale, dove possibile».