19 giugno 2019
Aggiornato 14:30
L'ex ministro dell'Istruzione scende in campo in difesa degli insegnanti precari

Gelmini: «Il governo non ignori le proteste dei docenti»

"Le mobilitazioni dei docenti precari non possono essere ignorate dal governo: si tratta di eliminare ingiustizie nelle decisioni di quali docenti abilitati assumere", ha dichiarato l'ex ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini.

Roma (askanews) - «Le mobilitazioni dei docenti precari non possono essere ignorate dal governo: si tratta di eliminare ingiustizie nelle decisioni di quali docenti abilitati assumere. Il governo Berlusconi aveva dato una linea chiara per l'eliminazione del precariato, attraverso un percorso di abilitazione fortemente selettivo, il TFA, con un numero programmato di abilitazioni pari al fabbisogno di assunzioni. Invece, i governi che si sono susseguiti hanno aperto ulteriori percorsi di abilitazione, aumentando il precariato». Lo ha affermato l'ex ministro Fi dell'Istruzione, Mariastella Gelmini.

Gelmini: Il governo deve essere coerente e risoluto
«Il Governo - ha aggiunto- ora deve essere coerente e risoluto: se vuole veramente eliminare il precariato nella Scuola, non può discriminare tra abilitati di serie A, e B. In particolare, gli abilitati TFA e PAS hanno il diritto di avere una risposta alle aspettative che lo Stato ha deliberatamente generato negli ultimi tre anni. Il disegno di legge del governo non solo elimina dall'assunzione docenti che hanno fatto un percorso di abilitazione, ma mantiene una grande ambiguità su quali saranno le procedure per le GaE. Abbiamo presentato diversi emendamenti che vanno in questa direzione e che sosterremo con forza in Parlamento».

Centemero: Renzi vada avanti, ma non dimentichi le criticità
Alle parole della Gelmini si uniscono quelle di un'altra forzista: "Da anni i sindacati sono arroccati nella difesa di interessi corporativi, dimenticando che la scuola è fatta per gli studenti. Siamo un Paese conservatore per definizione, in cui ogni volta che si tenta di cambiare qualcosa partono gli scioperi». Lo ha detto, a Radio Radicale, la responsabile scuola e università di Forza Italia, Elena Centemero. «Consiglio a Renzi di andare avanti comunque - ha proseguito la deputata - perché nella Buona scuola ci sono aspetti che condividiamo e che sono stati parte dei nostri programmi. Personalmente, sostengo il cambiamento e mi auguro si riesca finalmente a voltare pagina, perché in gioco ci sono i nostri ragazzi, la loro libertà di scegliere e la capacità di pensare con la propria testa». Quanto al piano di assunzioni previsto dal ddl, per Centemero «ha il merito di tracciare una linea rispetto al sistema di reclutamento, chiudendo le graduatorie e basando le assunzioni su concorsi che noi vogliamo triennali. Ci sono però anche delle criticità, come l'esclusione illegittima degli idonei del concorso 2012 e la necessità di riconoscere ai giovani dei Tfa il duro percorso selettivo svolto».