20 settembre 2019
Aggiornato 22:00

Fitto vs Berlusconi, scontro generazionale

La parola chiave è «suicidio». Così Raffaele Fitto definisce la (eventuale) decisione di tenere fuori dalle liste per le Regionali - in particolare in Puglia - candidati che drenano consenso solo perché a lui vicini.

ROMA (askanews) - La parola chiave è «suicidio». Così Raffaele Fitto definisce la (eventuale) decisione di tenere fuori dalle liste per le Regionali - in particolare in Puglia - candidati che drenano consenso solo perché a lui vicini. Ma più in generale, è pressapoco questa la sensazione che alberga nella vecchia classe dirigente azzurra: e cioè che Silvio Berlusconi abbia deciso di abbandonarli al loro destino, «suicidando» Forza Italia almeno come è ora. Insomma, che invece di affrontare le tante, troppe, beghe interne, il Cavaliere (che resterà ancora per qualche ora in Sardegna) abbia deciso di lasciare che esplodano magari generando un risultato elettorale disastroso ma allo stesso tempo la necessità di azzerare tutto e ripartire.

La Puglia, senza dubbio, è in questo momento la polveriera
La scelta di Francesco Schittulli di «abbandonare» il sostegno azzurro ufficiale per non dover rinunciare a quello di Raffaele Fitto non rappresenta ancora la parola fine sulla querelle.
Adesso Luigi Vitali, la testa di ponte di Berlusconi nella Regione, uno che ad Arcore definiscono «pienamente delegato» dal Cavaliere, cerca di rimandare la palla nel campo avversario: invita gli alleati - Fdi e Ncd - a dire da che parte stanno e allo stesso tempo sottolinea che l'eventuale rottura definitiva non sarebbe colpa di Forza Italia. «E' chiaro che a quel punto - spiega - noi non potremmo accettare di stare alla finestra». Che tradotto vuol dire che il partito azzurro dovrebbe presentarsi in solitaria: l'operazione sarebbe però ad altissimo rischio perché si andrebbero a contare i consensi e il rischio di fare una figuraccia sarebbe dietro l'angolo. Per questo i mediatori si dicono fiduciosi che l'ex premier ammorbidisca la sua linea e conceda a Fitto la creazione di liste fatte come lui vorrebbe, ossia senza alcuna esclusione.

Fitto sembra intenzionato a rispondere colpo su colpo
Ma non è detto che il finale sarà questo: perchè a prevalere potrebbe essere alla fine la volontà di arrivare alla resa dei conti con l'eurodeputato pugliese. A costo, evidentemente, di perdere in partenza. Ed ecco il sospetto che in realtà Berlusconi stia usando queste Regionali proprio con l'obiettivo di «suicidare» il partito. Di certo, Raffaele Fitto sembra intenzionato a rispondere colpo su colpo. Domani sarà a Roma e tornerà a riunire i suoi: l'ipotesi che in Puglia si proceda con liste proprie è sempre più concerta, altrettanto potrebbe avvenire in Campania ma in questo caso a sostegno del candidato azzurro Stefano Caldoro. Nel frattempo le bordate dell'europarlamentare non mancano. Il tentativo - dice Fitto - è «chiaro» ed è quello di «presentare le gravi questioni politiche che sono sul tavolo come fastidiose liti condominiali» e «riservarsi, dopo le elezioni, lo spazio per un finto rinnovamento destinato in realtà a lasciare tutto in mano ai 'soliti autonominati' coprotagonisti degli errori del 2014 e di questi mesi del 2015».

Sardone: Occorre una sfida alla vecchia dirigenza
Lo scontro tra vecchia e nuova guardia ormai è sotto il sole: «Occorre una sfida alla vecchia dirigenza» dice in un'intervista Silvia Sardone, sponsorizzatissima da Arcore nelle sue ultime uscite. In Forza Italia più che una rottamazione - è invece la replica del capogruppo al Senato, Paolo Romani, «servono approfondimenti sui contenuti».