30 marzo 2020
Aggiornato 13:00
Interrogazione del M5S sui privilegi riservati alla compagnia low cost

De Lorenzis: «Dalla Puglia vogliamo sapere che fine hanno fatto quei 12 milioni»

La Corte dei Conti e la procura di Bari stanno indagando sui trasferimenti di soldi poco chiari tra alcuni aeroporti italiani e la compagnia low cost più famosa del mondo. Diego De Lorenzis del M5S ha rilasciato un'intervista ai microfoni di DiariodelWeb.it, per parlarci dell'interrogazione parlamentare presentata dai grillini proprio su Ryanair.

ROMA – La Corte dei Conti e la procura di Bari stanno indagando sui trasferimenti di soldi poco chiari tra alcuni aeroporti italiani e la compagnia low cost più famosa del mondo. Diego De Lorenzis del M5S ha rilasciato un'intervista ai microfoni di DiariodelWeb.it, per parlarci dell'interrogazione parlamentare presentata dai grillini proprio su Ryanair.

Perché il M5S ha presentato un'interrogazione parlamentare su Ryanair?
«Perché c'è stato un trasferimento anomalo di 12 milioni di euro e soprattutto una gestione molto opaca e poco trasparente per quanto riguarda i servizi che oggi sono erogati da parte degli aeroporti di Puglia.»

Cosa intende per «gestione poco chiara»?
«Ci sono già molti articoli di stampa, al momento non smentiti né da Ryanair né da Aeroporti di Puglia, che fanno riferimento a questo giro di soldi tra le due società. Hanno provato a giustificare questi movimenti, chiamando in causa campagne pubblicitarie o altri tipi di servizi; ma intanto la Corte dei Conti sta indagando sulla vicenda.»

Può darsi che Ryanair abbia dei rapporti privilegiati con alcuni aeroporti italiani, che favoriscono così la sua competitività internazionale in cambio di servizi locali?
«Il motivo per cui Ryanair è diventata così capillare in Europa è dovuto evidentemente a una molteplicità di fattori di successo della compagnia, incluso quello della stabilità economica. Altre compagnie hanno provato a emergere come compagnie low cost con degli esiti diversi evidentemente, ma è chiaro che la gestione di alcuni aeroporti subisce molto l'influenza di alcuni fornitori di servizi - come quella di Ryanair – perché sono gli unici in grado di generare un traffico, a fronte di tariffe basse, consistente. Se un aeroporto da la possibilità a una compagnia low cost di garantire un certo numero di voli – offrendo così un buon servizio alla comunità locale - attraverso delle tariffe molto basse e vantaggiose che però sono rese possibili anche grazie al contributo dei soldi pubblici, evidentemente c'è qualcosa che non va. La magistratura e gli enti competenti stanno indagando.»

Come mai proprio in Puglia, più che altrove, emerge questo tipo di problema?
«Mi piacerebbe pensare che sia un caso isolato, ma non lo è. La peculiarità nella gestione pugliese è che i quattro aeroporti sono stati dati in gestione alla stessa società, che è Aeroporti di Puglia S.p.a. L'ente pubblico partecipa, senza un controllo diretto, perché la Regione detiene il 99% mentre l'1% è ripartito tra altri enti pubblici. Ma non si tratta, ripeto, di un caso isolato: perché la gestione delle infrastrutture non è stata oculata neanche in altre parti d'Italia. Rimini, per esempio, è fallita e anche Parma è sull'orlo del tracollo. Questo problema di malagestione non riguarda solo gli aeroporti della Puglia. Vero è, però, che in Puglia c'è una scarsa propensione alla trasparenza: è notizia di questa mattina che la Corte dei Conti ha sequestrato altri 11 milioni di euro per un altro affare. Sono stati acquistati dei vagoni dalla Sudest a un prezzo più che doppio rispetto al loro valore di mercato. E' chiaro che questi asset dovrebbero e potrebbero essere gestiti in maniera molto più efficiente.»

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