Proposta di legge per mettere un freno al partenariato pubblico-privato

D'Incà: Il project financing è un sistema criminale legale

Dal Movimento 5 Stelle arriva la proposta di legge per mettere un freno al «project financing», l'operazione di tecnica di finanziamento a lungo termine attraverso cui il privato scarica sullo Stato i rischi legati all'opera. Dal 2002 il privato può realizzare opere con una concessione nella quale è lo Stato a finanziare il 100% dell'operazione.

ROMA - «Non importa se l'opera è necessaria o meno, l'importante è costruirla». È il deputato grillino Federico D'Incà a parlare e, in un'intervista al DiariodelWeb.it, spiega cos'è il project financing e come il provato lucra sul pubblico. Il Ponte di Messina da una parte, ma anche l'asse ferroviaria Torino-Lione e tante altre grandi opere pubbliche italiane: dietro progetti pubblici così ingenti, spesso, si cela il profitto del privato. Partendo dalla situazione veneta, il deputato del Movimento 5 Stelle illustra la necessità di procedere ad un profondo ripensamento «circa la congruità del largo e indiscriminato utilizzo» del partenariato pubblico-privato e della finanza di progetto. La proposta di D'Incà punta ad introdurre dei limiti all'eventuale prezzo da corrispondere al concessionario dallo Stato.

DAL VENETO ALL'ITALIA - «La proposta di legge parte dalla realtà veneta. In Veneto abbiamo avuto per tanti anni la fortuna – in senso ironico di avere un signore che si chiama Giancarlo Galan. Questo Galan per anni ha fatto il Governatore/doge del Veneto e tutt'ora oggi è presidente della Commissione Cultura, pur essendo agli arresti domiciliari». Secondo D'Incà, l'ex governatore della Regione Veneto rappresenterebbe il cosiddetto «project financing»: «Lui attraverso Baita e la Mantovani aveva questo sistema in Veneto, oltre alla situazione del Mose – di cui tutti sono a conoscenza della enorme evento di corruzione ad esso legato – c'è anche un sistema sul territorio, in cui vi è l'utilizzo del project financing per superare la mancanza di risorse per le opere».

IL PROJECT FINANCING - Che cos'è dunque il project financing? La finanza di progetto è quell'operazione di tecnica di finanziamento a lungo termine, attraverso cui il privato scarica sullo Stato i rischi legati all'opera. «Il project financing – spiega D'Incà – è quel sistema tedesco, anche rivisto a livello europeo, che viene utilizzato, ad esempio, per l'apertura di un parcheggio. Fino al 2002, si apriva un parcheggio, si aveva in concessione il parcheggio e il privato che possedeva il parcheggio lo aveva in dotazione per un tot di anni. Il parcheggio, in questa maniera, era pubblico al termine dei trenta anni, concesso al costruttore che si rifaceva dei soldi spesi per la costruzione dell'opera, fino, appunto, ad ottenerne delle risorse». Dopo il 2002 il sistema cambia: «Vengono modificati dei termini, se prima era al 50%, ora il prezzo corrisposto dal pubblico al privato arriva al 100% . Quindi ora l'opera viene finanziata interamente dal pubblico. Inoltre, viene sostituita la parola 'trent'anni': noi abbiamo avuto un cambiamento epocale, perché così queste opere del project financing sono totalmente a carico del pubblico».

NIENTE PIU' RISCHI PER IL PRIVATO - Come spiega il deputato, questa tecnica di finanziamento viene utilizzata per qualsiasi tipo di opera: dall'ospedale alla casa di riposo, dalle strade ai cimiteri. Quindi, tutto ciò che può essere messo in gestione privata a pagamento di un canone. «Con le ultime modifiche – continua D'Incà – non c'è più il rischio per il privato, ma esiste solo per il pubblico. Ma se il privato riesce a convincere la parte politica sulla necessità di un'opera, riesco a farmi pagare un'opera a proposito della quale non è chiaro se vi saranno gli effetti sperati». Il deputato D'Incà ci spiega come la pratica di finanziamento in questione è stata adoperata, ad esempio, per la costruzione dell'autostrada che lega Brescia a Milano, passando per Bergamo: autostrada completamente vuota ed inutilizzata. «Le aziende costruttrici sono in enorme difficoltà perché si trovano con una strada costruita praticamente nuova, sulla quale era stato fatto un accordo di sviluppo economico per il passaggio di tot macchine, e la Regione Lombardia dovrebbe essere tratta all'interno del progetto per ulteriori finanziamenti, perché non sussistono quelle cifre di traffico che permettevano di far rimanere il progetto in piedi».

NESSU PROFITTO PER IL PUBBLICO - «A fronte di questa situazione qua – spiega il deputato del Movimento 5 Stelle –, si erano già accorti, anche nell'atto del Senato 3533, che molte di queste opere avevano un profilo economico-finanziario insostenibile 'che lo diverrebbero in virtù del riconoscimento del credito di imposta a favore del realizzatore'. Oltre a questo vi è anche un rapporto della presidenza del Consiglio dei ministri del marzo del 2013, che evidenziava un'alta mortalità del project financing, per 'motivi che dipendono dall'inadeguata analisi preliminare sulla fattività dell'operazione e che i vantaggi di questo tipo di finanziamento sono puramente contabili e non consentono alcun effettivo risparmio per la finanza pubblica'. Perché dal punto di vista contabile sono operazioni che molto spesso non stanno in piedi».

GLI OSPEDALI VENETI - «La cosa scandalosa è che anche gli ospedali si possono fare in project financing. L'ospedale Sant'Orsola e l'ospedale All'angelo di Mestre, come quello di Montebelluna, sono fatti in project financing. Questi sono ospedali completamente nuovi – spiega D'Incà – e son dati in mano completamente ai privati, i quali li gestiscono ad un costo di mercato molto più elevato di quello con cui lo Stato potrebbe finanziarli sul mercato». «Queste opere sono state costruite con accordi stipulati che permettono interessi dell'8-9%, cifre mostruose che rendono per i privati che le hanno costruite, e non sono assolutamente a favore dei cittadini e non ci si può raccontare che si è ottenuto un ospedale nuovo in questa maniera. Anche perché si tratta di ospedali che vengono costruiti in numero maggiore rispetto al necessario e segnano la morte degli ospedali vicini. Perché cercare di mantenere gli accordi che lo Stato ha fatto con l'impresa privata, si rischia di far morire quelli vicini. Perché se con quelli pubblici lo Stato può permettersi di procedere con tagli ingenti, con gli ospedali costruiti tramite project financing questo non può avvenire. L'accordo di trent'anni stipulato con i privati impone allo Stato di mantenere gli accordi e non apportare eventuali tagli». Secondo D'Inca si tratterebbe di una «privatizzazione della sanità pubblica».

IL GIRO D'AFFARI - Quindi dal 2002, i promotori privati possono proporre e procedere alla realizzazione di opere con una concessione nella quale l'amministrazione aggiudicatrice assicuri la totalità del costo dell'opera. «Togliere via il rischio da parte dell'azienda privata – che è un po' il pagamento dell'ospedale da parte del pubblico – non deve significare che tutte queste operazioni diventino il debito pubblico nascosto sotto il tappetino, come si fa con la polvere, che si ritroveranno le nuove generazioni. Come succede con gli ospedali, che ora si trovano un buco di bilancio in Regione che è una mostruosità, di cui nessuno riesce a capire l'origine. Ma quando il famoso assessore alle infrastrutture del Veneto, uomo di Galan, aveva un pacco di project financing sul tavolo, fatte da un consorzio che girava attorno alla stessa azienda. Il project financing è un sistema criminale in cui si crea debito occulto col desiderio di una parte politica e di un mondo di imprenditoria privata che vede in questo sistema finalmente il modo di 'fare'. Poi non importa se l'opera è necessaria o meno, l'importante è costruirla. E più diventa costosa, più la parte politica firma l'accordo di partenariato pubblico, più diventa importante farla. Quindi non si guarda a cosa si può fare o meno per il territorio, l'importante è che l'opera venga accettata», conclude il deputato del Movimento 5 Stelle.