18 settembre 2020
Aggiornato 21:00
Arriva il concorso per i direttori dei Tg

Fico: «La svolta in Viale Mazzini grazie alle spinte della Vigilanza Rai»

Si tratta di una storica inversione quella che il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, sta mettendo in pratica nella televisione pubblica. I direttori delle testate dei telegiornali verranno scelti tramite l'invio di curricula, scalzando la famosa lottizzazione che per anni ha guidato le nomine. Per Fico si tratta di una vittoria: «Viale Mazzini ha ascoltato la Commissione Vigilanza».

ROMA - «Ieri il consiglio di amministrazione della Rai ha approvato il piano News che riorganizza l'offerta informativa della tv pubblica per la prima volta dopo 35 anni. Viale Mazzini ha recepito tutte le proposte integrative della commissione di Vigilanza Rai. Tra queste anche la nuova procedura di nomina dei direttori dei tg che segna un'inversione di tendenza determinante nella storia della Rai». Così Roberto Fico, presidente della Commissione Vigilanza Rai, commenta la svolta nella televisione pubblica. Arriva, infatti, il concorso per i direttori dei telegiornali: la riforma delle news voluta dall’attuale direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, prevede che sarà possibile candidarsi alla guida dei tg. Oltre a questo, sarà rivoluzionata la parte redazionale: ridotte a due le redazioni nazionali, con il rafforzamento, però, di Rainews24.

STORICA INVERSIONE - «La commissione che presiedo – spiega, ancora, il presidente della Commissione Vigilanza –, nella risoluzione presentata sul progetto di riforma delle testate, richiede trasparenza nell'iter di scelta di chi sarà chiamato a dirigere le redazioni Rai. La lottizzazione, che finora ha governato i processi di nomina nella tv pubblica, dovrà essere solo un ricordo. La Vigilanza ha indicato l'adozione di procedure trasparenti che prevedano la pubblicazione sul sito dell'azienda di un avviso pubblico rivolto sia ai dipendenti sia a professionisti esterni all'azienda». La lottizzazione, quindi, che per decenni ha caratterizzato le nomine del Consiglio di amministrazione della radiotelevisione italiana, tramonta definitivamente. Un traguardo importante e imprescindibile, secondo l’esponente del Movimento 5 Stelle.

I NUOVI CRITERI DI SCELTA DEI DIRETTORI - Una storica inversione di tendenza che si concretizza, in modo ancora più esplicito, nella nomina dei direttori dei telegiornali. Secondo le parole del numero uno della Vigilanza Rai, vi saranno criteri che finalmente terranno conto del merito dei candidati, scalzando, una volta per tutte, la ‘manina’ politica che decideva chi avrebbe guidato l’informazione italiana, ovviamente, il tutto a seconda del governo corrente. Afferma, infatti, Roberto Fico: «La selezione dei direttori andrà, poi, fatta sulla base dei curriculum inviati dai candidati in possesso dei requisiti necessari. Si inizia così a spezzare quel filo che legava e lega il potete politico alla tv pubblica. La Rai va resa indipendente nell'interesse dei cittadini. Mai successo prima!».

LA SVOLTA DEI CV - È una novità simbolica, quella della scelta dei direttori tramite curriculum vitae, che il Consiglio di Viale Mazzini accoglie per segnare una sterzata importante nella condotta dell’azienda pubblica: i vertici, infatti, saranno tenuti a segnalare, in un sito apposito, i ‘posti vacanti’ nelle varie testate, e i giornalisti, siano essi interni alla Rai o esterni, potranno procedere alla candidatura, inviando i curricula. Nonostante questo criterio di scelta fosse stato già adottato per la scelta dei direttori di cinque sedi regionali, va sottolineato che il salto in avanti a livello nazionale è stato compiuto grazie soprattutto alla spinta dei parlamentari della Commissione Vigilanza che, dal 12 febbraio, hanno indicato la strada da seguire.

IL TAGLIO DELLE REDAZIONI - L’altra novità importante della riforma Gubitosi vedrà l’accorpamento delle redazioni nazionali, che, di fatto, diventeranno due. La prima ‘newsroom’ – come scrive La Repubblica – vedrà l’unione di Tg1, Tg2 e Rai Parlamento, mentre la seconda comprenderà il Tg3, la rete allnews Rainews24 e il regionale TgR. Se il telespettatore a casa non si accorgerà del cambiamento, in redazione le cose saranno ben diverse: concretamente vi sarà, infatti, una sola e unica redazione che seguirà i fatti per Tg1, Tg2 e Rai Parlamento, ad esempio. Per quanto concerne Rainews24, questa redazione vedrà l’arrivo di nuove mansioni a livello territoriale, in modo da coprire il più possibile il locale.

PLURALISMO INFORMATIVO - La svolta in Rai voluta da Gubitosi vedrà ingenti tagli anche a livello di tagli alle poltrone: se i vice-direttori, attualmente, raggiungono il numero di 32 poltrone, queste verranno drasticamente portate a 12. La Commissione Vigilanza Rai si è battuta su questo fronte e su altri, altrettanto importanti, come quello del pluralismo delle idee. Salvatore Lo Giudice, Direttore dell’Ufficio legale della Rai, avrebbe inviato un parere formale rispetto a questo, che vede la totale approvazione del piano previsto da Gubitosi che «non comprime la ricchezza della offerta formativa». Seguendo la sentenza del Consiglio di Stato, che l’anno scorso ha fatto fuori l’assetto attuale delle news, Lo Giudice ripete che parlare di pluralismo non significa affatto dare voce ai cattolici sul Tg1, ai conservatori sul Tg2 e ai progressisti sul Tg3. Le testate dovranno, infatti, impegnarsi a rappresentare ogni posizione politica e ogni realtà culturale. Un’urgenza, quella della riforma Rai, che andrebbe portata avanti nel più breve tempo possibile, secondo Lo Giudice.