14 dicembre 2019
Aggiornato 01:00

Mollicone: «Dimentichiamoci i diritti sovrani: l'unica bussola sono le primarie»

Silvio Berlusconi dichiara finito il Patto del Nazareno, e strizza l'occhio a Matteo Salvini. La Lega Nord, a sua volta, si era coalizzata con Fratelli d'Italia per l'elezione del nuovo Capo dello Stato. Il nuovo centrodestra, pronto a dare battaglia contro il governo, è composto dal triumvirato Fi-FdI-Lega? A rispondere è Federico Mollicone, il responsabile comunicazione di FdI.

ROMA - Silvio Berlusconi dichiara finito il Patto del Nazareno, e strizza l'occhio a Matteo Salvini. La Lega Nord, a sua volta, si era coalizzata con Fratelli d'Italia per l'elezione del nuovo Capo dello Stato. Il nuovo centrodestra, pronto a dare battaglia contro il governo, è composto dal triumvirato Fi-FdI-Lega? A rispondere è Federico Mollicone, il responsabile comunicazione di FdI

In seguito al riavvicinamento degli ultimi giorni tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, possiamo dire che il nuovo centrodestra si componga ufficialmente del triumvirato FdI-Lega-Fi?

«E' prematuro dirlo. Ciò che possiamo dire è che noi siamo sempre rimasti coerentemente al nostro posto. Il problema è che NCD sta addirittura al governo, e Forza Italia ha oscillato come il pendolo di Focault tra il governo e l'opposizione. Ora, che Forza Italia abbia riscoperto di essere all'opposizione a noi fa molto piacere, però cominciamo male se la strategia è quella degli incontri ad invito. Il centrodestra deve organizzare un tavolo rifondativo. Bisognerebbe fare, per intenderci, come si faceva da bambini: «Chi è contro il governo metta il dito qua sotto!». Naturalmente noi metteremo la mano, perché insieme alla Lega di Salvini noi siamo stati quelle che più coerentemente si sono mantenuti all'opposizione. Discutiamo della nuova coalizione, per far sì che il centrodestra torni maggioritario. Nessuno di noi ha l'ambizione di rimanere da solo. E' ovvio che il centrodestra deve tornare ad avere il suo ruolo di primo piano. Ma un conto è cercare di tornare al governo per il bene degli italiani, e un altro è dividerci tra di noi per questioni di leadership.»

Quali sono i punti in comune che voi di FdI avete con la Lega Nord e con Forza Italia, e da cosa invece prendete le distanze?

«Sicuramente abbiamo preso le distanze quando Forza Italia e NCD hanno sostenuto questo governo, che è il terzo governo – ricordiamolo – non eletto dagli italiani. C'è un'emergenza democratica, riteniamo che il centrodestra si debba riconoscere in quelli che sono i suoi valori fondanti: la difesa della dignità italiana in Europa, la difesa della famiglia tradizionale, il sostegno alle pmi.»

Possiamo dire che FdI è disposto a collaborare con Lega e Fi per portare avanti una forte opposizione contro il governo Renzi e che lavorerete compatti tutti e tre insieme rifondando il centrodestra?

«Questa risposta è prematura. Il centrodestra non è un Grand Hotel da cui si entra e si esce secondo il proprio interesse, né lo è il fare opposizione in modo coerente. Siamo disposti a dialogare con tutti, però chiediamo che ci sia un confronto sincero.»

E per quanto riguarda la leadership della coalizione: il leader indiscusso continuerà a essere Silvio Berlusconi, o i nuovi papabili sono piuttosto Matteo Salvini e Giorgia Meloni?

«Manteniamo anche qui la barra dritta. Il popolo del centrodestra deve scegliersi il suo leader attraverso lo strumento delle primarie.»