14 ottobre 2019
Aggiornato 12:00
La tragedia

Dieci morti nel naufragio Norman Atlantic, giallo sui dispersi

Dopo 40 ore la tragedia del traghetto Norman Atlantic in viaggio dalla Grecia all'Italia, non ha ancora una conclusione certa e definitiva. Salvi tutti i 44 italiani a bordo, unica notizia positiva di un naufragio che ha ancora punti oscuri.

ROMA - Dieci morti accertati e 427 persone salvate tra i passeggeri e i membri dell'equipaggio del traghetto Norman Atlantic, colpito da un incendio al largo dalle coste greche sulla rotta tra Igoumenitsa e Ancona. Secondo i media greci ci sarebbero però anche 38 dispersi, notizia non confermata e al momento non confermabile dalle autorità italiane: è ancora «prematuro» indicare il numero dei dispersi, perchè sono ancora in corso le verifiche, ha detto il ministro dei trasporti Maurizio Lupi in una conferenza stampa a palazzo Chigi. «Stiamo mettendo a disposizione delle autorità greche - ha detto Lupi - la lista per verificare. Fare oggi previsioni sul numero dei dispersi ci sembra prematuro».

Incertezza sui dispersi
«C'è una lista di imbarco - ha spiegato il ministro - e i nomi delle 427 persone salvate, tra cui 56 persone dell'equipaggio. Spetta al porto di imbarco in Grecia verificare la coincidenza con la lista di imbarco. Non possiamo conoscere il numero esatto e sarebbe sbagliato in questo momento intervenire su questo». Al momento, ha aggiunto Lupi, «ci sono numeri ballerini: 458 o 478 persone» nella lista di imbarco, ma è necessario verificare se «sono tutti saliti a bordo», considerando che «c'è stato anche uno scalo. Non possiamo fare altro che mettere a disposizione delle autorità greche il lavoro fatto».
Tra i naufraghi soccorsi ci sono anche delle persone il cui nome non risulta sulla lista d'imbarco. Per questo sui presunti dispersi «sono in corso tutte le necessarie verifiche. Il fatto è che tra le persone recuperate ci sono nomi di persone che non sono nella lista: da qui la necessità di rivedere interamente tutte le persone che effettivamente hanno preso imbarco all'inizio del viaggio», ha spiegato il capo del reparto operativo della Guardia costiera, l'ammiraglio Giovanni Pettorino, durante la conferenza stampa a palazzo Chigi.

Pinotti: «Orgogliosa del lavoro svolto»
«La situazione è stata gestita con grandissima capacità e una professionalità incredibile da tutte le nostre donne e uomini che si sono impegnati», ha detto il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, sottolineando con «orgoglio notevole» il «lavoro fatto: c'è stata una mobilitazione a 360 gradi per fronteggiare una situazione assolutamente drammatica».
È stata «un'operazione veramente complicata - ha aggiunto Pinotti - Ci siamo sentite con le autorità coinvolte, con il ministro albanese. Abbiamo seguito con estrema attenzione e davvero ringraziamo tutti coloro che si sono prodigati senza risparmiare nessuna fatica».

La nave, secondo la Guardia costiera, era «perfettamente in ordine, tenuto conto che le autorità greche avevano rilasciato l'autorizzazione alla partenza».