21 settembre 2019
Aggiornato 06:30
La testimonianza

Norman Atlantic, il racconto della soprano Dimitra Theodossiou sul traghetto della paura

C'era anche lei a bordo del traghetto italiano che, partito dalla Grecia e diretto ad Ancona, ha preso fuoco con 478 persone a bordo

ROMA - C'era anche il soprano greco Dimitra Theodossiou tra i passeggeri del traghetto Norman Atlantic che ha preso fuoco. La nota artista stava raggiungendo il nostro Paese per le prove del «Nabucco», in vista delle recite del 1 e 3 gennaio a Rimini, e per un recital di beneficenza il 5 gennaio a Cerreto Guidi per le vittime dell'uragano che si è abbattuto sulla Toscana lo scorso settembre. «Mi sono salvata grazie a un intervento dell'elicottero della marina italiana, con le poche forze che avevo sono riuscita a mettermi sulla nave sul ponte alto, in modo che potesse prendermi», racconta dall'ospedale di Lecce dove si trova ricoverata. Aveva deciso di prendere la nave per portare l'auto e per avere più facilità con i bagagli. Nel momento dell'incendio ha chiamato la sorella, verso le 11, poi un amico flautista siciliano e ha detto di essere sul ponte in attesa dei soccorsi. Dopo i telefoni non sono stati più raggiungibili.

IL FUMO IN CABINA - «Ero nella mia cabina, quando ho capito che qualcosa non andava: c’era fumo ovunque. Le fiamme erano già divampate: ho cercato di mettermi in salvo, ma, insieme agli altri passeggeri, non potevo fare altro che aspettare i soccorsi. Il ricordo più brutto, oltre alla sensazione di essere in trappola? Lo scarso rispetto di bambini, anziani e donne, da parte di alcuni uomini, disposti a tutto pur di mettersi in salvo».

FARÀ LO STESSO IL «NABUCCO» - La Theodossiou ha studiato a Monaco di Baviera con Birgit Nickl e si è esibita, in ruoli primari, in diversi teatri europei e mondiali: dal Maggio Musicale Fiorentino al Royal Open House Covent Garden di Londra, dal San Carlo di Napoli alla Fenice di Venezia, fino al grande Marinskij di San Pietroburgo. E ora non molla. «Nel pomeriggio parto per Rimini dove mi attendono le prove del Nabucco - annuncia -. Non voglio abbandonarmi alla autocommiserazione, aprendo la porta all’angoscia che si fa strada con forza dopo vicende come questa: voglio riprendere in mano la mia vita, partendo dagli impegni professionali che cercherò di onorare al meglio per me stessa e il mio amato pubblico».