3 aprile 2020
Aggiornato 23:30
Terremoto sulla Capitale

Sgominata una cupola, indagato Alemanno

Arresti e acquisizioni documentali in diversi uffici pubblici di enti locali della Capitale. Il provvedimento è stato emesso dal gip del tribunale di Roma, il giudice Flavia Costantini. Gli accertamenti, che riguardano una serie di persone, sono condotti dal Ros dei carabinieri e dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza.

ROMA - L'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è indagato per associazione a delinquere di stampo nell'ambito dell'inchiesta per cui oggi sono state eseguiti oltre 20 arresti da parte del Ros dei carabinieri e dei militari della Gdf. Secondo quanto si è appreso gli investigatori hanno proceduto anche alla perquisizione della casa dell'ex primo cittadino. Gli uffici e l'abitazione di Gianni Alemanno sono state oggetto di perquisizione da parte degli investigatori del Ros dei carabinieri e dei militari della Gdf, nucleo di polizia tributaria. A carico dell'ex sindaco di Roma si ipotizza il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso e la corruzione. 

LA MAFIA A ROMA ESISTE - Dalle prime ore di questa mattina, i carabinieri stanno eseguendo, nelle province di Roma, Latina e Viterbo, un'ordinanza di custodia cautelare, emessa su richiesta della procura distrettuale antimafia di Roma, nei confronti di 37 indagati per associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, corruzione, turbativa d'asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e altri reati.

IL RITORNO DI CARMINATI - Al centro delle indagini del Ros un sodalizio mafioso da anni radicato nella Capitale - si spiega in una nota - e facente capo all'ex terrorista dei Nar, Massimo Carminati. Il gruppo avrebbe «diffuse infiltrazioni nel tessuto imprenditoriale, politico ed istituzionale. Documentato un ramificato sistema corruttivo finalizzato ad ottenere l'assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici dal comune di Roma e dalle aziende municipalizzate, con interessi anche nella gestione dei centri di accoglienza degli immigrati»In parallelo la Guardia di finanza sta eseguendo un decreto di sequestro di beni riconducibili agli indagati, emesso dal tribunale di Roma, per un valore di oltre 200 milioni di euro. I particolari dell'operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 15.30 di oggi al comando provinciale carabinieri di Roma.

100 INDAGATI - Sono indagate circa 100 persone nell'ambito dell'inchiesta sull'associazione a delinquere di stampo mafioso per cui sono state eseguite stamane 37 arresti, tra carcere e domiciliari. Secondo quanto si è appreso a piazzale Clodio sono attesi nei prossimi giorni nuovi sviluppi della complessa vicenda che riguarda di fatto un 'comitato d'affari' che operava nella Capitale e faceva riferimento tra gli altri all'ex terrorista dei Nar, Massimo Carminati.

TRA MANAGER E ISTITUZIONI - Ex manager dell'holding Finmeccanica, ma anche dirigenti pubblici ed esponenti politici locali, di destra ma anche riferibili al centrosinistra. E' un elenco con molte letture possibili quello degli indagati nell'inchiesta sull'associazione a delinquere per cui oggi sono finite in carcere od agli arresti domiciliari 37 persone. L'ordinanza del gip Flavia Costantini chiama in causa il direttore generale dell'Ama Giovanni Fiscon; l'ex Ad dell'Ente Eur Riccardo Mancini (già indagato per corruzione); l'ex ad di Ama Franco Panzironi (pluri indagato per lo scandalo Parentopoli) e la sua segretaria Patrizia Caracuzzi; l'ex capo della polizia provinciale Luca OdevaineTra gli altri, in carcere sono finiti: Riccardo Brugia; Roberto Lacopo; Matteo Calvio; Fabio Gaudenzi; Raffaele Bracci; Cristiano Guarnera; Giuseppe Ietto; Agostino Gaglianone; Salvatore Buzzi; Fabrizio Franco Testa; Carlo Pucci; Sandro Coltellacci; Nadia Cerrito; Claudio Caldarelli; Carlo Maria Guarany; Emanuela Bugitti; Alessandra Garrone; Paolo Di Ninno; Pierina Chiaravalle; Giuseppe Mogliani; Giovanni Lacopo; Claudio Turella; Emilio Gammuto; Giovanni De Carlo. Ai domiciliari sono finiti invece: Patrizia Caracuzzi, segretaria di Panzironi all'epoca del caso Parentopoli; Emanuela Salvatori; Sergio Menichelli; Franco Cancelli; Marco Placidi; Raniero Lucci; Rossana Calistri; Mario Schina.

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