7 dicembre 2019
Aggiornato 14:30
Il presidente Zaia scrive al Ministro degli Interni

«In Veneto chiediamo tolleranza zero»

Di fronte alla «battuta in ritirata» dello Stato rispetto alla delinquenza in aumento, il presidente della Regione Veneto chiede a gran voce ad Alfano maggiore disponibilità di mezzi e uomini. E della scarsa sicurezza dice: «primi ma non ultimi effetti della spending review e della legge di stabilità»

VENEZIA - «La situazione complessiva della sicurezza dei cittadini in Veneto sta degenerando, nonostante gli sforzi ammirevoli di tutte le forze dell'ordine, nessuna esclusa. Lo Stato sta battendo in ritirata rispetto alla delinquenza, micro o macro che sia. Scriverò al Ministro dell'Interno Alfano perché va trovata una soluzione alla paura che ogni giorno di più si insinua nella gente». L'allarme lo lancia oggi in prima persona il Presidente della Regione Luca Zaia, alla luce del preoccupante aumento dei casi di cronaca nera che accadono pressoché quotidianamente in più parti del Veneto.

CRIMINALITÀ IN AUMENTO - «Solo oggi altre due brutte notizie - incalza Zaia - una raffica di furti nel vicentino uno dei quali è degenerato in rapina, e pesanti tagli ai presidi di Polizia nel veronese, dove scompaiono la squadra nautica della Polizia sul Lago di Garda, la postale e la ferroviaria periferica. E poi ogni giorno attacchi anche ai luoghi più impensati, come canoniche, chiese, centri ricreativi, per non parlare delle rapine e dei furti in abitazione».

EFFETTI DELLA SPENDING REVIEW E DELLA LEGGE DI STABILITÀ - «Purtroppo - dice Zaia - siamo di fronte ai primi ma non ultimi effetti di una spending review e di una legge di stabilità cieche e sorde che, per diminuire le tasse, com'è sacrosanto, stanno colpendo due cardini della nostra società come sicurezza e salute. Regione e Comuni, con le loro polizie locali, non possono certo farsi carico di questa situazione - aggiunge Zaia - ed è irrinunciabile, ancorchè già tardivo, un intervento dello Stato. Lo chiedo a gran voce al Ministro Alfano in termini di maggior disponibilità di uomini e mezzi, perché uno Stato che non fa tutto il possibile per la sua sicurezza è di fatto uno Stato fallito».

ARRESTATO IL 25ENNE RUMENO CHE NEL 2012 INVESTÌ E UCCISE UN ANZIANO - Parole dure in riferimento all'arresto in Romania da parte della Mobile di Padova in collaborazione con la Polizia rumena del venticinquenne di quel Paese che, il 28 marzo 2012, aveva investito e ucciso un anziano padovano guidando contromano un'auto rubata: «Per questo criminale incallito, appena verrà estradato in Italia, il primo pensiero è rinchiuderlo e buttare la chiave. Ma non si può, e allora mi auguro che almeno possa essere condannato al massimo della pena prevista dal codice penale". «Mi complimento per l'individuazione del malvivente ed il suo arresto - aggiunge Zaia - con la Mobile di Padova e con i loro colleghi della Polizia rumena, che hanno collaborato in modo esemplare. Ora - conclude il Governatore - deve essere esemplare anche la punizione che costui dovrà ricevere».