17 febbraio 2020
Aggiornato 17:30
Anti-Renzi cercasi

Centrodestra: Arrivano le primarie

Sono alle porte le primarie del centrodestra, previste in autunno, e si comincia dalla Puglia. Ma, come sostiene Renato Schifani (Ncd), mettere insieme i cocci non sarà così facile: «ci sono i moderati che stanno al governo, quelli che stanno all'opposizione (Fi), la destra lepenista (Lega) e la vecchia destra (Fdi). Metterli insieme è un'impresa quasi impossibile».

ROMA - Dopo il successo dell'iniziativa di Fratelli d'Italia, tutto il centrodestra si prepara alle primarie. Il ritorno in campo di Silvio Berlusconi, dopo la piena assoluzione dal caso Ruby, sconvolge le carte in tavola: ma non tutti pensavo che sia possibile un ritorno al 1994.

Fitto (Fi): Le primarie sono fondamentali - «Partono dalla Puglia le primarie, strumento fondamentale per tutto il centro destra»: scrive Raffaele Fitto, europarlamentare di Forza Italia, sul suo blog. «In Puglia - spiega - il tavolo per le regionali è già molto avanti: le primarie si terranno in autunno per selezionare il candidato più competitivo per la tornata elettorale".
«Questo percorso virtuoso dovrebbe essere lo strumento fondamentale anche per le altre regioni. Ma, soprattutto, il punto di partenza -
insiste Fitto - per tornare a ragionare di contenuti, valori e programmi con tutto il centrodestra, partendo dai territori. Ecco perché sostengo l'idea che le primarie siano fondamentali non solo in Puglia ma in tutte le regioni».

Formigoni: Non torneremo all'ovile - «Se Fi ha deciso di abbassare i toni nei nostri confronti e di evitare di chiamarci traditori è sicuramente un passo avanti. Nessuno s'illuda però: non è all'ordine del giorno un rientro nella casa del padre, tanto meno all'ovile», chiarisce Roberto Formigoni, parlamentare del Ncd, a IntelligoNews, quotidiano online.

Il tempo di Berlusconi è finito - Con Berlusconi il dialogo è possibile ma deve sapere che «noi sull'Italicum abbiamo posto delle proposte di modifica irrinunciabili. Se ci vuole ammazzare - ha detto ancora Formigoni - non è che andremo a trovarlo a casa sua». Ha poi aggiunto: «Comunque il nuovo centro-destra non sarà a guida Berlusconi. C'è una stagione per ciascuno, la stagione della sua leadership nel centro destra, e non in Forza Italia, è terminata. Tanto è vero che le primarie per noi sono l'altra condizione imprescindibile».

D'Alia (Udc): Basta con le vecchie nomenklature - «Una Costituente popolare può nascere solo nella chiarezza e con un gruppo dirigente rinnovato, non con le vecchie nomenklature». Lo ha detto Gianpiero D'Alia, deputato e presidente dell'Udc, a margine dei lavori del consiglio nazionale del partito in corso a Roma.
«Dobbiamo dialogare con tutti - ha spiegato - e dunque anche con chi rappresenta, nonostante gli errori del passato ancora il 17% degli italiani. Credo però che una stagione si sia compiuta: e' finito il centrosinistra per come lo conoscevamo ed e' 'deceduto' il centrodestra. Costruire una nuova offerta politica - ha aggiunto D'Alia - significa attuare un profondo ricambio generazionale e avere idee chiare. Non serve un 'restyling' di cose passate che non possono più tornare».

Schifani (Ncd): Cerchiamo l'alternativa a Renzi  - «Nel centrodestra sarà necessario un lungo percorso per ritrovare un filo comune. Solo al termine verrà fuori l'alternativa a Renzi", afferma il responsabile del programma del Nuovo Centrodestra, Renato Schifani, nel corso di un'intervista a 'Libero'.
Per l'ex presidente del Senato, «il problema oggi sta nell'impossibilità di aggregare identità troppo eterogenee. Il Centrodestra è diviso in quattro aree: i moderati che stanno al governo (noi), quelli che stanno all'opposizione (Fi), la destra lepenista (la Lega) e la vecchia destra (Fdi). I processi aggregativi si verificheranno nel tempo. Oggi come oggi un'aggregazione tra partiti così distanti tra di loro è impossibile. Un nuovo centrodestra dovrà nascere sulla base di valori condivisi e su un'omogeneità di programma».

Tornare al 94' è impossibile - «Se manca un denominatore comune - ha osservato il responsabile del programma Ncd - non c'è aggregatore che tenga, nemmeno il nostro ex leader, seppur con la sua autorevole storia. A Silvio Berlusconi mi lega un sentimento di grande affetto e riconoscenza che non verrà mai scalfito. Nessuno mette in discussione che lui sia stato il fondatore del centrodestra e il protagonista indiscusso dell'ultimo ventennio. Ho troppo rispetto e stima di Berlusconi per pensare che gli manchi quel carisma che mi ha affascinato per una vita, ma riecheggiare il modello del '94 è impossibile».