23 ottobre 2021
Aggiornato 00:00
Conti pubblici in rosso

M5S a Padoan: sei sull'isola che non c'é?

La condizione dei conti pubblici italiani non è affatto rassicurante e gli esponenti del M5s accusano il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, di essere come Peter Pan sull'isola che non c'è: "Peccato che i tuoi sogni ad occhi aperti nel mondo reale sono gli incubi degli italiani."

ROMA - Alcuni pentastellati ritengono che le risposte di Padoan in merito alla condizione dei conti pubblici italiani siano quanto meno contraddittorie, e che le certezze da lui propiniate scompaiano per lasciare il campo all’indeterminatezza più totale. Sarebbero sconcertanti, in particolare, le dichiarazioni del ministro dell'Economia sui dati del Def.

M5s: I sogni di Padoan sono incubi per gli italiani

"Padoan parla di contratto unico a tutele progressive e intanto Poletti sdogana il precariato selvaggio. La Youth guarantee citata dal ministro è già impastoiata nei ritardi delle Regioni. Noi speriamo a questo punto che la crescita, se e quando arriverà, non farà rima ancora una volta con grandi opere che favoriscono corruzione e consumo del territorio, finanza spericolata o compressione dei diritti dei lavoratori. Questo Paese - sostengono i deputati M5S - non ne può più di libri dei sogni che si chiudono con il solito, squallido finale".

"Padoan ci ha fatto la sintesi del suo libro dei sogni. Sogni che nel mondo reale sono soltanto incubi per gli italiani", affermano i deputati grillini sull'informativa urgente del ministro dell'Economia, in merito ai vincoli del Patto di stabilità e crescita e le raccomandazioni Ue.

"Padoan racconta l'isola che non c'é"

"Sul tasso di crescita il Def di Padoan racconta l'Isola che non c'è. Infatti, dieci milioni di italiani sono sotto la soglia di povertà relativa, la disoccupazione giovanile ha superato il 43% (la sinistra chiedeva le dimissioni di Berlusconi quando era al 30%) e il governo che fa? Rimane inginocchiato di fronte al sacro comandamento dell'austerity", aggiungono gli esponenti del Movimento.

"In più, finora, malgrado la propaganda del premier Renzi, l'esecutivo ha preso solo schiaffi dalla Ue sul fronte della tanto invocata flessibilità - spiega il Gruppo M5S Camera - Il termine per il pareggio strutturale, infatti, è rimasto al 2015 e null'altro è stato concesso che non sia già scritto nel Patto di stabilità. Eppure sul presupposto di un allentamento dei vincoli Palazzo Chigi aveva fondato l'intera programmazione economica. In pratica, hanno giocato d'azzardo con le tasche degli italiani».