24 giugno 2024
Aggiornato 09:00
Cronaca

Ancona: detenuto si suicida in carcere, un altro viene salvato

Due carcerati hanno provato a farla finita; il primo, un 64enne si è impiccato mentre il secondo, un 21enne, ha ingoiato una lametta e varichina da barba ma è sopravvissuto

ANCONA - Un suicidio portato a termine e uno tentato. È il drammatico bilancio della giornata di ieri nel carcere di Ancona Montacuto. Un detenuto si è impiccato nella sua cella intorno alle 14.30. Si tratta di Giovanni Aireti, 64 anni, originario di Frosinone ma da tempo residente a Civitanova Marche. Era detenuto dal 13 gennaio scorso - rende noto l'Osservatorio permanente sulle morti in carcere - con l'accusa di tentato omicidio, per aver accoltellato al culmine di una lite domestica a Civitanova Alta la moglie Daniela Martini, ferita a una scapola, a un ginocchio e a una mano. Per soccorrere il detenuto è accorsa un'ambulanza della Croce Rossa, ma non c'è stato nulla da fare.

IL TENTATO SUICIDIO - In mattinata un altro recluso del carcere aveva tentato il suicidio, un tunisino di 21 anni. Da una prima ricostruzione il giovane avrebbe ingerito della varechina assieme alle lamette da barba. Soccorso dal personale della polizia penitenziaria, il detenuto è stato trasferito in infermeria. Nel frattempo la direzione del carcere aveva provveduto ad allertare la centrale operativa del 118. In carcere sono arrivati l'automedica e un mezzo della Croce Gialla di Ancona. Le condizioni di salute del detenuto sono apparse subito gravi. Immediato il trasferimento al Pronto soccorso dell'ospedale regionale di Torrette. Sottoposto ad una serie di accertamenti il giovane è stato ricoverato in ospedale. A preoccupare i medici non tanto le lamette ingerite, ma la quantità di varechina che il ragazzo ha ingerito in quei drammatici momenti quando ha tentato il suicidio. Ipoclorito di sodio che potrebbe aver causato delle lesioni irreversibili alle mucose della bocca e dell'esofago. Solo nelle prossime ore i medici saranno in grado di valutare le reali condizioni del detenuto.