25 giugno 2019
Aggiornato 07:30
La protesta

«Berlusconi soffrirà a causa di Femen»

«Non lasceremo che Berlusconi continui così. Fino a quando non lascerà l'arena politica italiana e europea in generale, non lo lasceremo in pace. Soffrirà molto a causa di Femen». Così Inna Shevchenko, leader del movimento femminista Femen

ROMA - «Non lasceremo che Berlusconi continui così. Fino a quando non lascerà l'arena politica italiana e europea in generale, non lo lasceremo in pace. Soffrirà molto a causa di Femen». Così Inna Shevchenko, leader del movimento femminista Femen diventato celebre per le proteste delle attiviste a seno nudo, in un'intervista in onda questa sera su La7 a 'Zeta' di Gad Lerner. «Stiamo affrontando gli uomini peggiori del mondo, come Putin e Berlusconi, proprio quando - dice - non se lo aspettano. Berlusconi conosce il corpo e la nudità delle donne solo nel suo letto; improvvisamente vede questi corpi nudi esprimere aggressività verso di lui. Il corpo della donna non è più solo uno strumento del patriarcato, ma è uno strumento politico nelle nostre mani e noi lo controlliamo».

VATICANO SARA' IL NOSTRO BERSAGLIO - «Siamo molto sensibili alla questione religiosa, perciò il Vaticano sarà uno dei nostri bersagli principali in Italia», ha aggiunto Inna Shevchenko, precisando che «l'Italia è un paese molto importante per l'attività di Femen, vi siamo approdate diverse volte con le nostre azioni. Siamo già in contatto con alcune donne che vogliono attivare la sezione italiana di Femen».

IL CASO AMINA - Su Amina, la ragazza tunisina che pubblicò le sue foto a seno nudo su Facebook, ora in carcere per una protesta al raduno degli integralisti salafiti, dice: «Amina fa uso del suo corpo per rivendicare la sua libertà e quindi, anche se non protesta secondo le modalità delle Femen, è una Femen a tutti gli effetti. Cambiare strategia nei Paesi islamici? Il modo in cui vengono trattate le donne lì è una delle ragioni principali per cui noi dobbiamo esserci e agire così come stiamo agendo. Noi non combattiamo la cultura islamica; il problema è che questa cultura si basa su qualcosa che nega la donna. Siamo un movimento antireligioso e la religione islamica, come tutte le religioni, opprime la donna».