14 luglio 2024
Aggiornato 21:30
La polemica

Boldrini a Brunetta: «Difendo le donne ma sono super partes»

La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha replicato in aula al capogruppo del Pdl, Renato Brunetta, che l'aveva apostrofata in merito alle contestazioni di alcuni militanti di Sinistra, ecologia e libertà, da cui Boldrini proviene, alla manifestazione che il Pdl ha tenuto a Brescia nel fine settimana

ROMA - La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha replicato in aula al capogruppo del Pdl, Renato Brunetta, che l'aveva apostrofata in merito alle contestazioni di alcuni militanti di Sinistra, ecologia e libertà, da cui Boldrini proviene, alla manifestazione che il Pdl ha tenuto a Brescia nel fine settimana.

La presidente della Camera, che ha rinviato la discussione a dopo il dibattito sul decreto per i pagamenti della Pubblica amministrazione, ha però voluto replicare subito alle parole che Brunetta aveva indirizzato pochi minuti prima alla «deputata» Boldrini, appellativo usato per contestare il fatto di non essere stato chiamato «presidente» del gruppo parlamentare ma, a sua volta, «deputato». «Per dare una risposta al Presidente Brunetta e ad altri che hanno sollevato questa questione, consentitemi di dire due parole sulla mia visione delle cose in merito a questa vicenda». Boldrini ha sottolineato che, «come è noto», l'ordinamento parlamentare assegna al presidente della Camera «il buon andamento dei lavori» e di «fare rispettare il regolamento», «in questo il presidente è terzo e imparziale rispetto alla competizione politica e, per quanto la riguarda - ha proseguito riferendo a se stessa la terza persona - tale intende rimanere, la presidente».

Circa le richieste di solidarietà «nei confronti delle deputate insultate in quanto donne a Brescia ricorda - ha proseguito tra il rumoreggiare dei banchi del Pdl - che si è già pronunciata chiaramente al riguardo e rassicura tutti essere attenta e sensibile sulla questione». Sulla questione del «sessismo», «il suo intervento sarà sempre fermo e rigoroso e in proposito la Presidente ha già inviato messaggi chiari e inequivocabili di condanna, lanciando una vera e propria sfida culturale. Non si pèuò tuttavia - ha proseguito - ritenere che la Presidente della Camera debba intervenire per solidarizzare o condannare in relazione ad ogni episodio che attiene allo svolgimento nel nostro paese di attività politiche e di partito. In tal caso finirebbe per entrare inevitabilmente nell'agone politico a tutto danno del suo ruolo di garanzia che invece è indisopensabile per il buon funzionamento del sistema, senza contare che il continuo ricorso a dichiarazioni e comunicati stampa tende a creare sempre nuovi terreni di scontro. Rispetto a questa prassi a mio avviso discutibile e sterile - ha continuato senza che le proteste dei banchi del Pdl fossero cessate - la Presidente si riserva di intervire quando ciò sia da lei stessa ritiene strettamente necessario e non su sollecitazione o pressione di parte».