8 aprile 2020
Aggiornato 18:30
Vicenda Malagrotta

Rifiuti Lazio, Clini: l'UE arriva tardi

Il Ministro dell'Ambiente: Il ricorso odierno della Commissione europea in Corte Ue di Giustizia contro l'Italia per la vicenda di Malagrotta e del mancato pre-trattamento dei rifiuti messi in discarica in Lazio «era una decisione prevedibile e direi anche giusta. Peccato che sia arrivata troppo tardi»

BRUXELLES - Il ricorso odierno della Commissione europea in Corte Ue di Giustizia contro l'Italia per la vicenda di Malagrotta e del mancato pre-trattamento dei rifiuti messi in discarica in Lazio «era una decisione prevedibile e direi anche giusta. Peccato che sia arrivata troppo tardi». Lo ha affermato il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, parlando con la stampa a margine del Consiglio Ue a cui ha partecipato oggi a Bruxelles.

Secondo il ministro, si è ormai avviato un percorso che porterà a risolvere il caso «fra luglio e ottobre», e non ci sarà bisogno di aspettare fino al 2015, come la Commissione paventa nel suo comunicato di oggi. «Dall'11 aprile non verranno più messi in discarica, a Malagrotta, rifiuti non trattati, e il sito sarà chiuso a giugno», ha assicurato Clini. E ha aggiunto: «Noi stimiamo che la raccolta differenziata a Roma, che oggi è al 30,2%, passerà al 40% a fine novembre, coprendo un'area della Capitale grande quanto Milano, e poi aumenterà ancora al 55% a fine 2014 e al 65% alla fine del 2015». Il ministro ha confermato che non ci sarà bisogno di un'altra discarica, considerato che la frazione umida è il 40%, che il 10% dei rifiuti è fatto di materiali recuperati e che il resto può essere incenerito con recupero di energia.

«Per troppo tempo - ha spiegato Clini - Roma ha immaginato di poter continuare a vivere in uno schema di gestione dei rifiuti non all'altezza di una capitale europea e non in linea con la legislazione Ue. Il problema non era trovare un'altra discarica, ma cambiare il modo di gestire lo smaltimento dei rifiuti. Lo avevo già affermato un anno fa, e allora mi avevano detto che ero un illuso perché Roma non avrebbe mai fatto la raccolta differenziata, anche perché il costo della messa in discarica a Malagrotta era così basso, 40 euro a tonnellata...».

Il ministro ha ricordato come funzionava finora lo smaltimento a Roma: gli impianti di trattamento, quelli per il recupero di energia della frazione secca e quelli per la valorizzazione della frazione umida «erano fermi o fortemente sottoutilizzati, perché c'era un signore che raccoglieva i rifiuti e li portava tutti nel suo buco».

La procedura d'infrazione Ue, avviata nel 2011, «in un primo tempo aveva messo in moto un meccanismo finalizzato a trovare un'altra discarica e a far funzionare gli impianti di trattamento, in modo che i rifiuti avrebbero continuato a finire in discarica, ma almeno sarebbero stati trattati. Ma l'operazione non era facile, per l'opposizione dei cittadini. E poi si era addirittura tentato di aprire una discarica a Corcolle, vicino a Villa Adriana. Per fortuna, alla fine si è evitata questa scelta e sono state messe in moto soluzioni alternative».

Ora, con la raccolta differenziata che sta decollando, e gli impianti a regime che permettono il pre-trattamento, la valorizzazione della frazione umida e l'uso del combustibile derivato dai rifiuti secchi, «si potranno recuperare i rifiuti invece di buttarli via». La decisione dell'Ue, da questo punto di vista, «è stata di aiuto: laddove non siamo riusciti con piani, decreti e norme, come spesso accade in Italia forse riusciremo con input esterni», ha concluso Clini.

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