24 settembre 2021
Aggiornato 03:00
Politica & Giustizia

Alfano: Emendamento Valentino? Il Lodo Mondadori non c'entra

Il Segretario del PDL: Si sacrifica il buon senso per la persecuzione ai danni di Berlusconi. Rao (Udc): Sistema arranca e Pdl propone quarto grado. Ferranti (Pd) Norma IV grado incostituzionale, Pdl la ritiri. Cursi (Pdl): Inammissibile emendamento Valentino su ricorsi

ROMA - «L'inammissibilità dell'emendamento Valentino taglia, come si suol dire, la testa al toro. Ma ciò non ci esime dal dire che quanto pubblicato oggi da Repubblica sull'emendamento contenuto nel decreto sviluppo, è falso e strumentale oltre ogni limite». E' quanto dichiara il segretario politico del Pdl, Angelino Alfano, che aggiunge: «L'emendamento di cui si parla, infatti, non si applica in alcun modo alla vicenda Mondadori perchè questa non riguarda il diritto comunitario alla violazione del quale si riferisce l'emendamento».
«Pretestuoso e sganciato dalla realtà - prosegue Alfano - anche il riferimento a una eventuale sospensione dell'esecutività della sentenza in quanto, tra l'altro, è stata già eseguita. La volontà persecutoria ai danni di Silvio Berlusconi non si risparmia nemmeno il ridicolo e porta avanti la teoria dell'assurdo, fino a sacrificare persino il buon senso e la ragionevolezza».

Rao (Udc): Sistema arranca e Pdl propone quarto grado - «La giustizia arranca, è da riformare organicamente. E il Pdl che fa? «Inventa» il quarto grado di giudizio». Lo scrive il deputato Udc Roberto Rao sul suo profilo twitter a proposito dell'emendamento al dl sviluppo definito 'ammazzasentenze'.

Ferranti (Pd) Norma IV grado incostituzionale, Pdl la ritiri - Il Partito democratico protesta contro l'emendamento del Pdl al decreto sviluppo in discussione al senato che introduce il cosiddetto quarto grado di giudizio, unio «scempio giuridico» che secondo Donatella Ferranti, capogruppo democratica in commissione Giustizia alla Camera, è «da ritirare».
«Questa nuova riformulazione - ha dichiarato in una nota - è solo un maquillage dell'emendamento presentato ieri. Non cambia la sostanza: si introduce un fantomatico quarto grado di giudizio che allarga le maglie del ricorso per Cassazione».
«Peraltro la Corte - ha osservato Ferranti - si troverebbe nella stravagante condizione di dover giudicare se stessa. Una duplicazione che non serve a nulla se non a stravolgere il sistema, legalizzare le pratiche dilatorie e allungare i tempi dei processi e delle cause civili per chi ha le disponibilità economiche per farlo. E' chiaro che siamo davanti a proposte incostituzionali e che il Pdl non sta certamente pensando all'interesse generale ma all'interesse particolare di qualche cittadino eccellente che vuole allontanare o ribaltare la definitività delle pronunce che lo riguardano».

Cursi (Pdl): Inammissibile emendamento Valentino su ricorsi - L'emendamento del Pdl al decreto sviluppo che modifica le norme per i ricorsi in Cassazione e istituisce il cosiddetto quarto grado di giudizio è inammissibile «per estraneità di materia». Lo ha dichiarato in una nota il senatore Cesare Cursi (Pdl), presidente della commissione Industria di Palazzo Madama.
«Nel corso delle prossime ore procederò alla dichiarazione di ulteriori inammissibilità di emendamenti estranei per materia presentati al decreto-legge sviluppo, così come mi ero riservato di fare negli scorsi giorni dopo una prima valutazione dei numerosi emendamenti, circa 1.700, che sta esaminando la commissione Industria».
Cursi ha assicurato che la presidenza della Commissione, così come già avvenuto in occasione di altri provvedimenti, tra tutti il decreto-legge sulle liberalizzazioni, intende procedere «ad un vaglio rigoroso delle numerose proposte emendative presentate, accertando anche ulteriori inammissibilità, al fine di attenersi ai precedenti e agli orientamenti della Presidenza del Senato in materia».
«Per questo proposte emendative come quella presentata dal senatore Valentino nella giornata di oggi non possono trovare spazio nel provvedimento e sono sicuramente da considerarsi inammissibili per estraneità di materia».