15 luglio 2020
Aggiornato 06:00
Testo quasi pronto

Liste pulite, Governo pronto a ok incandidabilità

Trattandosi di decreto legislativo, il Parlamento avrà sessanta giorni per esprimere il previsto parere da parte delle commissioni competenti in materia, in questo caso Affari Costituzionali e Giustizia

ROMA - Conto alla rovescia per il varo per decreto legislativo sulle nuove norme sulla incandidabilità dei condannati. Un testo quasi pronto, preannunciato ieri al Quirinale dal ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri, sul cui mancano ultime limiture attese fra oggi e domani da parte dei ministri interessati - oltre la titolare del Viminale, la Guardasigilli Paola Severino e il responsabile della Pubblica Amministrazione Filippo Patroni Griffi- per essere quindi trasmesso alla Presidenza del Consiglio a cui spetta la decisione su quando sottoporlo all'ok politico definitivo in Consiglio dei ministri, una volta rientrato in Italia il Premier Mario Monti, oggi e domani in estremo oriente per il vertice Asia-Ue.

Trattandosi di decreto legislativo, il Parlamento avrà sessanta giorni per esprimere il previsto parere da parte delle commissioni competenti in materia, in questo caso Affari Costituzionali e Giustizia. Dopodichè, in forza della delega ricevuta, il provvedimento 'liste pulite' sarà in vigore. E due mesi massimo dai primi giorni di novembre significa giusto giusto i primi di gennaio: quando cioè dovranno essere depositate al Viminale le candidature per le regionali in Lombardia, Lazio, Molise, alle quali oltre che alle politiche 2013 i nuovi divieti debutteranno, se saranno confermate nel testo finale le indiscrezioni sulle bozze pubblicate questa mattina da diversi quotidiani.

Le nuove regole sulle candidature del Governo Monti fissano il principio della candidabilità a cariche elettive e di governo per Parlamento italiano ed europeo, Regioni, Comuni, Province, aziende e consorzi locali e comunità montane per chi è stato condannato con sentenze definitiva ad una pena minima detentiva di due anni. Con tanto di decadenza immediata dell'eletto qualora il divieto di candidatura non sia rispettato, in modo da scoraggiare furberie nella composizione delle liste e incentivare il controllo preventivo da parte delle stesse forze politiche.

Il divieto di candidarsi per i condannati, secondo le bozze, durerà il doppio del tempo di condanna subita: si parte insomma da un divieto di quattro anni per i condannati a due danni.p>

Lo stop a qualsivoglia candidatura rappresentativa varrà per i condannati ad un ampio ventaglio di reati gravi: quelli contro la pubblica amministrazione, le persone e quelli di grave allarme sociale. In particolare, fra l'altro, scatteranno per condanne definitive per corruzione; concussione; peculato; malversazione; altri reati contro la p.a. per i quali sia prevista una pena massima detentiva di oltre tre anni; associazione per delinquere;associazione mafiosa, contraffazione e alterazione di marchi; riduzione e mantenimento in schiavitù; tutti i reati commessi con finalità di terrorismo; i sequestri di persona a scopo di estorsione e rapina; il traffico di persone e di stupefacenti; il contrabbando.