15 giugno 2021
Aggiornato 18:00
La riforma degli enti locali

Zoggia: Riordino autonomie? Non fermarsi alle Province

Il responsabile Enti locali del Partito Democratico: «Nel decreto luci e ombre, coraggio va esercitato senza distinzioni». Viespoli: «Riordino scelta condivisibile e apprezzabile». Parlamentari lucani Pdl: «Opposizione parlamentare a dl»

ROMA - «Il progetto di riordino delle Province contenuto del decreto legge approvato oggi dal Governo ci trova nel complesso favorevoli. Ci sono dei punti apprezzabili e altri che possono invece essere a nostro avviso migliorati». Lo ha affermato in una dichiarazione il responsabile Enti locali del Partito Democratico Davide Zoggia.
«Sicuramente positiva, tra le altre, è la norma che prevede la creazione delle città metropolitane. Il Partito Democratico lavorerà perché, in fase di conversione del decreto, il governo acceleri il processo di integrazione per quelle realtà che, come Padova, hanno chiesto un immediato accorpamento. Allo stesso modo il Pd sosterrà la riforma anche andando sul territorio a spiegare i punti che hanno suscitato i maggiori malumori. Ci lascia invece perplessi l'anticipato scioglimento per decreto delle giunte provinciali. A nostro avviso tali possono essere fondamentali nel collaborare con il presidente nel riorganizzare la nuova fase delle Province».
«Ovviamente - ha concluso - ci saremmo aspettati e aspettiamo dal governo la stessa determinazione nel ridurre e accorpare gli uffici periferici dello Stato. Non vorremmo cioè che il sacrosanto tema del risparmio e della maggiore efficienza fosse esclusivamente a carico delle province e non anche degli uffici dello Stato che devono necessariamente seguire lo stesso percorso. Quindi il coraggio va esercitato - e noi su questo daremo il nostro sostegno - senza distinzioni».

Viespoli: Riordino scelta condivisibile e apprezzabile - «Ho sempre ritenuto che il riordino della provincia rappresentasse un'opportunità, un'occasione per valorizzare identità e storie comuni. Ho sempre ritenuto, dunque, che fosse necessario lavorare in direzione di una nuova provincia delle aree interne della Campania». Lo ha affermato il presidente dei senatori di Coesione Nazionale, Pasquale Viespoli, in relazione al provvedimento varato dal Consiglio dei Ministri sul riordino delle province.
«Ho sempre lavorato, seppure in solitudine, per affermare l'idea di un'area vasta di oltre settecentomila abitanti capace per forza, per storia, per cultura, per qualità ambientale e antropologica di costruire un sistema territoriale forte, produttivo, competitivo tale da modificare gli equilibri politico-territoriali della Campania. Il Governo, definendo la nuova provincia di Avellino e Benevento ha fatto una scelta condivisibile e apprezzabile. Peccato che tale processo, a partire dalla Regione fino agli enti locali, non sia stato guidato e governato per mancanza di visione e per assenza di coraggio decisionale. Tuttavia, ora, è necessario aprire una fase di dialogo e di confronto alto tale da superare egoismi localistici e vecchi antagonismi per operare in direzione dell'integrazione e della cooperazione tra due realtà come Benevento e Avellino che possono e debbono trovare reciproco giovamento dai nuovi scenari istituzionali».

Rossi: In Toscana perimetrazione che ha un senso - «La perimetrazione approvata oggi dal Consiglio dei ministri ha un senso perché si raccorda con la legislazione regionale sulle aree vaste, con i tanti studi effettuati e con le numerose iniziative di governance promosse dalla stesse Province». Lo dice in una nota il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, commentando le decisioni uscite oggi Consiglio dei ministri.
Per Rossi «certamente i nuovi confini approvati richiamano la mia proposta iniziale di unificare le province in tre aree vaste, mantenendo quella di Arezzo, anche se quella da me avanzata era diversa nelle modalità di attuazione e non prevedeva la città metropolitana».
«In merito all'istituzione della città metropolitana raccolgo le preoccupazione dei sindaci delle città capoluogo: l'area centrale non può certo essere considerata a tutti gli effetti, ancorché metropolitana, una città. E' in realtà una dimensione territoriale che per le sue caratteristiche ha bisogno di una governance unitaria. Perciò - conclude Rossi - un giudizio definitivo sul processo di riorganizzazione delle province sarà comunque possibile solo quando l'intero iter si sarà concluso».

Parlamentari lucani Pdl: Opposizione parlamentare a dl - «Come volevasi dimostrare, le posizioni ambigue, contraddittorie e, per alcuni versi, prone al volere del ministro Patroni Griffi, del centrosinistra lucano, con in testa la Regione Basilicata, hanno prodotto l'esito che la specificità della Basilicata non sia stata rispettata nel decreto di riordino delle province». Lo hanno dichiarato in una nota i parlamentari lucani del Pdl, i senatori Guido Viceconte e Cosimo Latronico e l'on. Vincenzo Taddei.
«Non si comprendono - hanno osservato - le ragioni per le quali alcune province sono state mantenute in deroga ai criteri prefissati (popolazione e territorio) e le nostre fondatissime ragioni di mantenere le due province in una regione di dieci kmq, siano state ignorate. I parlamentari lucani del Pdl coerenti con la posizione assunta dal principio, di difendere, fino in fondo le due province lucane, convinti che tale assetto istituzionale risponda sia al dettato costituzionale che alle esigenze funzionali dei lucani, svolgeranno ogni azione in sede parlamentare per emendare il decreto legge».
«Le modifiche apportate alla proposta iniziale dal ministro nell'ultimo decreto, confermano - hanno concluso gli esponenti Pdl - che una posizione chiara ed unitaria sul tema da parte della Regione Basilicata, avrebbe potuto già in questa fase raggiungere l'obiettivo del mantenimento delle due province. Risultato che hanno ottenuto altre regioni (Toscana, Veneto, Lombardia). Facciamo appello a tutte le forze della Regione affinché la nostra azione parlamentare trovi il più forte sostegno».