20 febbraio 2020
Aggiornato 11:30
Dopo le dimissioni dell'opposizione

UdC decisiva per la Polverini

Senza gli uomini di Casini maggioranza a 36, che è il limite del numero legale. Zanda: Tutti gli strumenti per tornare al voto. Boniver (Pdl): Servono regole rigorose. Poli Bortone: Referendum per abolire le regioni. Paniz-Costa: Ora regole rigorose o onesti a disagio

ROMA - Maggioranza 42, opposizione 29. Sono questi i numeri della regione Lazio, che da oggi è alle prese con un nuovo problema: le dimissioni dei consiglieri Pd, annunciate da Esterino Montino e che i democratici sperano siano imitate anche dagli altri gruppi di opposizione. Il Pd conta 14 consiglieri, ai quali vanno sommati i 5 dell'Idv, 2 della Federazione della sinistra, 2 della lista Bonino, 2 di Sel, 1 Api, 1 di una lista civica, 1 del Psi e 1 dei Verdi. In tutto, appunto, 29.

36 il numero legale - Se si dimettessero in blocco i consiglieri di opposizione, resterebbero in carica solo i 42 consiglieri di maggioranza (Polverini compresa). Ai sensi dello Statuto, «per la validità delle deliberazioni dell'Aula e delle commissioni è richiesta la presenza della maggioranza dei componenti (si veda voce 'numero legale') e il voto favorevole della maggioranza dei presenti, eccetto i casi in cui sia richiesta una maggioranza qualificata, cioé della metà più uno, di tre quinti, dei due terzi o dei tre quarti degli aventi diritto al voto». Insomma, perché una seduta sia valida servono almeno 36 consiglieri presenti. E se davvero l'opposizione si dimettesse in blocco, le assenze sarebbero bandite tra i banchi della maggioranza.

L'Udc sarebbe di fatto l'ago della bilancia, potendo contare su 6 consiglieri: per tenere una seduta senza i casiniani - o per approvare i provvedimento per i quali è richiesta la maggioranza qualificata, occorrerebbe la presenza di tutti gli altri 36 consiglieri di maggioranza, Polverini compresa.
In particolare, lo Statuto prevede la necessità di una maggioranza qualificata nelle deliberazioni del Consiglio per atti importanti come «l'elezione del Presidente del Consiglio regionale; l'adozione e la modifica del regolamento dei lavori del Consiglio; l'approvazione del regolamento di contabilità e degli altri regolamenti interni; la dichiarazione d'urgenza sulla promulgazione della legge regionale; l'approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione - maggioranza dei componenti».

Zanda: Tutti gli strumenti per tornare al voto - «C'è molta arroganza politica e molto disprezzo nei confronti della pubblica opinione nella pervicacia ottusa con cui la Polverini e il Pdl stanno resistendo nella loro 'casa matta' dentro la Regione Lazio. Il mancato scioglimento del Consiglio regionale è diventato intollerabile per tutti gli italiani, per quelli di sinistra e per quelli di centrodestra». Lo afferma il senatore del Pd Luigi Zanda, vicepresidente del Gruppo Palazzo Madama.

Boniver (Pdl): Servono regole rigorose - «Quando i miasmi della scandalosa gestione del denaro pubblico usato per fini personali alla Regione Lazio si saranno diradati bisognerà procedere ad un'analisi e soprattutto dare nuove e rigorose regole al Pdl. Lo scandalo rimarrà nella memoria ma se non si agisce drasticamente finiremo tutti nella fossa settica. Bisognerà aspettare, ora, le conclusioni della magistratura per poi procedere con la scelta di candidature di persone specchiate e che rendano conto periodicamente del loro operato politico». Lo ha detto l'on. Margherita Boniver, deputato del PDL e Presidente del Comitato Schengen.

Vita: Vicenda ributtante, Polverini si dimetta - «La vicenda della Regione Lazio è gravissima e ributtante. Serve un Big Bang. Innanzitutto, si dimetta la governatrice con tutta la sua giunta e si ridia la parola ai cittadini. In ogni caso, è essenziale un'iniziativa forte e inequivoca del Partito Democratico che possa dare una scossa alla situazione, mettendo anche in conto iniziative autonome». E' quanto dichiara Vincenzo Vita, senatore del Partito Democratico.

Poli Bortone: Referendum per abolire le regioni - «Un referendum per abolire le regioni e dare vita ad un'assemblea costituente che intervenga seriamente su un nuovo testo costituzionale per rimettere ordine nelle istituzioni e rispondere alla richiesta di efficacia, efficienza e riduzione della spesa che viene chiesta a gran voce dai cittadini». E' quanto chiede la senatrice Adriana Poli Bortone, presidente nazionale di Grande Sud.

Paniz-Costa: Ora regole rigorose o onesti a disagio - «Il Pdl si doti con urgenza di regole rigorose e severe che consentano di cacciare senza indugio chi, con comportamenti indegni, svilisce il lavoro quotidiano di tanti uomini seri. Diversamente le persone perbene si troveranno in profondo imbarazzo ad essere omologate ad affaristi o approfittatori da quattro soldi e saranno a disagio di fronte ai cittadini che chiedono risposte immediate». E' quanto affermano i deputati Enrico Costa e Maurizio Paniz, capigruppo Pdl in Commissione giustizia della Camera e in Giunta per le Autorizzazioni a procedere.